Il Tribunale di Vibo, in composizione collegiale, giudice Tiziana Macrì, a latere Ricotti e Conti, ha emesso ieri la sentenza di primo grado, nell'ambito del processo scaturito dall'operazione Ispro, inchiesta scattata in seguito al fallimento dell'omonima società, proprietaria di un immobile e di un'attività nel settore della ristorazione a Pizzo.  Il pubblico ministero, per gli imputati aveva chiesto condanne per tutti gli imputati, comprese tra i quattro e gli otto anni di carcere. Di tutt'altro tenore, la sentenza. Infatti, solo due delle otto persone coinvolte nell'indagine, sono risultate colpevoli per il tribunale. Condannati, dunque, a due anni di carcere, Carmelita e Francesco Isolabella, di 72 e 74 anni, difesi dall'avvocato Giovanni Vecchio, assolti tutti gli altri, ovvero, Massimiliano Lo Turco, 49 anni di Pizzo (avv. Vincenzo Trungadi); Bruno Pezzo, 41 anni di Sant’Onofrio, difeso dagli avvocati Nazzareno Latassa e Marcello Scarmato; Paolo Prospero Isolabella, 23 anni di Francavilla Angitola (avvocato Vecchio); Caterina Pettinato, 38 anni di Francavilla Angitola (avv. Vecchio), Dario Walter Gaetano, 50 anni, commercialista di Lamezia Terme (avv. Murone).

L’inchiesta era scattata in seguito al fallimento della società denominata “Ispro” all’epoca proprietaria dell’immobile e responsabile della gestione del ristorante specializzato nell’organizzazione di matrimoni con sede a Pizzo. La guardia di finanza aveva acceso i riflettori e – sotto il coordinamento del sostituto procuratore della Repubblica di Vibo, Benedetta Callea – aveva ricostruito tutti i movimenti finanziari seguendo il flusso di denaro che passava da un conto corrente ad un altro. Ma dalla sentenza di primo grado, molto è stato rimesso in discussione.