Coronavirus, spostamenti necessari. Spesa fuori porta e ritorno a casa: la guida
In quella che è ormai una Babele di norme, ieri il ministero dell’Interno ha emanato una nuova circolare, firmata dal capo di gabinetto del Viminale, Matteo Piantedosi, per chiarire alcuni punti del decreto varato dal premier Conte domenica su attività aperte e soprattutto sugli spostamenti vietati. Su quest’ultimo fronte, il divieto alle persone di spostarsi "dal comune in cui attualmente si trovano", tranne che "per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute", si legge nella circolare, "persegue la finalità di scongiurare spostamenti in ambito nazionale, eventualmente correlati alla sospensione delle attività produttive, che possano favorire la diffusione dell’epidemia".
Rimangono tuttavia consentiti i movimenti effettuati "che rivestano carattere di quotidianità o comunque siano effettuati abitualmente in ragione della brevità delle distanze da percorrere. Rientrano, ad esempio, in tale casistica gli spostamenti per esigenze lavorative in mancanza, nel luogo di lavoro, di una dimora alternativa a quella abituale, o gli spostamenti per l’approvvigionamento di generi alimentari nel caso in cui il punto vendita più vicino e/o accessibile alla propria abitazione sia ubicato nel territorio di altro comune".
