Il cuore e gli altri organi di una giovane donna deceduta nel 2012 non sono stati smaltiti come invece sostenuto in precedenza da due periti del gip. Gli indagati sono 25

di GIUSEPPE BAGLIVO

Si riapre dinanzi al gip del Tribunale di Lamezia Terme, Maria Teresa Carè, il caso della giovane donna di 39 anni venuta a mancare il 23 dicembre 2012 senza che i familiari ad oggi ne conoscano ufficialmente le cause. Gli organi della donna, che per ben 18 mesi i periti nominati dal gip avevano affermato che non esistevano più in quanto smaltiti, sono stati ritrovati. L'ospedale di Lamezia Terme ha infatti risposto via fax con un documento ufficiale indirizzato al pubblico ministero nel quale viene comunicata l'esistenza del cuore della donna e pure gli altri organi.

Era stato il gip a porre tale specifico quesito in ordine all'esistenza dei reperti organici della donna. In precedenza il primo perito (Rizzo) aveva comunicato che il cuore non esisteva più. I secondi periti, guidati dal professore Ricci e composta anche dai ctu Biasucci ed Oliva, avevano invece concluso che non era possibile stabilire la causa della rottura della corda tendinea del cuore in mancanza di alcuni esami che non potevano essere eseguiti in quanto lo stesso cuore e gli altri organi sarebbero stati smaltiti.

Prossima udienza. Si tornerà ora dinanzi al gip il 18 febbraio prossimo quando dovrà essere chiarito quali organi della giovane donna deceduta sono disponibili e, dopo tale verifica, stabilire quale riesame dovrà essere fatto.

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