Ho visto le foto della presentazione a Taranto del libro di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso - "Non chiamateli eroi" - e... ci sono rimasto male. Un mix di delusione e tristezza mi ha assalito perchè quello stesso libro, in anteprima nazionale, il procuratore di Catanzaro l'ha presentato a Vibo Valentia (città "Capitale del libro 2021") in un luogo completamente diverso. Se nella città pugliese la rassegna letteraria “L’Angolo della Conversazione”, organizzata dallo Yachting Club, si è tenuta in un posto bello da vedere - con gli archi in pietra e i giochi di luce - a Vibo è avvenuta accanto a un palazzo fatiscente con tanto di cartello con su scritto "pericolo".

Il bello e il degrado.
Da un lato una cosa bella in un luogo degno di celebrare la bellezza del libro del noto magistrato e del professore Nicaso. Dall'altro, invece, intonaco caduto, finestre rotte e legno marcio. Tutte cose già notate la sera stessa ma che, nel confronto con la vicina Taranto, hanno fatto ancora più male. Non è ben chiaro perchè gli organizzatori dell'evento abbiano scelto proprio la piazza antistante la chiesa di San Giuseppe per l'importante evento ma, per accorgersene basta guardare le foto, forse non è stata la migliore delle idee.

 

 

 

Una terra che sembrava dimenticata da Dio e dagli uomini.
"La bellezza salverà il mondo" diceva qualcuno, e mai frase è stata più vera. Il lavoro di Nicola Gratteri salva il mondo, il lavoro dei giornalisti che amano la verità salva il mondo, l'impegno dei politici e di tutti i lavoratori onesti salva il mondo. Ma se si vuole risollevare una terra che sembrava dimenticata da Dio e dagli uomini - soprattutto ora che ci sono stati riconoscimenti (Vibo Capitale del libro e Tropea Borgo dei borghi) utili per smettere di piangerci addosso e per credere di più in noi stessi - è fondamentale continuare a cercare la bellezza, a non dimenticarcene, a tenerla a mente per ogni evento, incontro o decisione politica.

La bellezza salverà Vibo e i vibonesi.
La presentazione del libro di Nicola Gratteri accanto al degrado ormai è andata, è stato un "errore", ma va bene così. Non sempre si è preparati a tutto. L'importante è imparare dagli sbagli e rimboccarsi le maniche: l'invito all'Amministrazione comunale, e a tutti coloro che avranno in mano parte dei 500mila euro destinati alla Capitale del libro, è semplicemente quello di non dimenticarsi della bellezza. Non è un consiglio - perchè chi scrive non si ritiene in grado di dare consigli su come amministrare una città - ma un appello spassionato. Spesso è legittimo il dubbio che Vibo sia una città che imbruttisce e che non spinge ciascuno a dare il meglio sè. E, proprio per questo, c'è bisogno di bellezza. Si parla tanto di "brand Calabria", di rivoluzione culturale, di "fare attenzione alla reputazione": tutto ciò non si raggiungerà mai senza una particolare attenzione al bello. Una bellezza a 360 gradi - dei luoghi, delle persone, morale - salverà Vibo e i vibonesi. Altrimenti, ahinoi, finiremo per guardare con occhi diversi quella scritta sul muro del parcheggio dietro la scuola media "Garibaldi" (in foto, ndr): "Noi topi sogniamo una fogna migliore".