'Ndrangheta, resta in carcere il boss delle Preserre vibonesi
Il boss di Gerocarne Antonio Altamura, 74 anni, resta in carcere. È quanto ha stabilito la Corte di Cassazione che si è espressa sul boss delle Preserre vibonesi condannato in via definitiva nel processo scaturito dall’operazione "Luce nei boschi" che ha certificato per la prima volta l'esistenza della "società d’Ariola", di cui Altamura sarebbe il capo indiscusso. Il ricorso dei legali del boss, respinto dalla prima sezione penale della Cassazione, era finalizzato al differimento della pena.
La decisione della Corte. Nello specifico i giudici della Suprema Corte - riporta l'agenzia di stampa Adnkronos - hanno rigettato il ricorso contro l'ordinanza del maggio del 2019 emessa dal Tribunale di Sorveglianza di Catanzaro che mirava a rinviare l’esecuzione della condanna definitiva a 16 anni, con fine pena previsto per marzo 2031.
Nessun contrasto con il diritto alla salute. Per la Cassazione, infatti, il Tribunale di Sorveglianza ha valutato in modo corretto il quadro clinico di Altamura, stabilendo che l’espiazione della pena non contrasta né con il diritto alla salute né con il senso di umanità, visto che le patologie del boss non costituiscono un pericolo per la sua vita né possono avere conseguenze sul piano della dignità umana.
