Rafforzare la massa critica e creare momenti di aggregazione a livello comunale nei confronti di centrodestra a 360 gradi. E' questo l'intento di Stefano Luciano, attuale capogruppo dei democratici a palazzo "Luigi Razza" e da Domenico Consoli, candidato e non eletto per una manciata di voti in Consiglio regionale, tra le fila della compagine "Io resto in Calabria", a sostegno di Pippo Callipo.

"Nell’ambito di una riflessione generale operata dal dottor Domenico Consoli, già candidato alle recenti elezioni regionali con il centrosinistra e da Stefano Luciano, consigliere comunale di opposizione al Comune capoluogo e capogruppo del Pd -è stato scritto in una nota - si è radicata la convinzione che occorre rafforzare la massa critica nei riguardi del centrodestra regionale e del centrodestra comunale e creare momenti di aggregazione civica funzionali all’apertura di una discussione ampia che sappia focalizzare i numerosi problemi che ancora caratterizzano la Provincia di Vibo Valentia e la Calabria tutta".

"Lungo questa direzione e con la convinzione di dovere contribuire a rafforzare il campo riformista dell’area centrale della Calabria -hanno puntualizzato i due esponenti di centrosinistra - si è deciso di operare strutturando un percorso di confronto con realtà sociali ed economiche del territorio, con l’obiettivo di incidere nel dibattito politico utile a declinare un’alternativa di governo credibile regionale e comunale. La premessa, spiega la logica della prima iniziativa mutuata dall’intuizione (appresa a mezzo stampa) del ristoratore Vittorio De Paola e che si concretizza con un ordine del giorno che sarà proposto al prossimo consiglio comunale e trasmesso anche al Presidente della Regione Calabria, con il quale si chiederà all’amministrazione Comunale di intervenire presso il governo regionale, affinché sul territorio le procedure di sanificazione dei locali commerciali ed in generale di tutti i locali aperti al pubblico nonché dei lidi balneari, possa avvenire con risorse regionali gestite dall’ASP locale".

"Non è pensabile infatti -si chiarisce - che i costi della sanificazione possano essere sopportati dagli operatori commerciali già fortemente in crisi per le misure restrittive adottate in questo drammatico periodo perché ciò significherebbe di fatto, impedire la riapertura ed il riavvio dell’attività.
Si potrebbe inoltre pensare di affidare l’incarico a cooperative di giovani per soddisfare una improcrastinabile esigenza occupazionale. Lo spirito che ha motivato l’iniziativa, determinerà a breve la nascita di un’associazione politica e culturale -concludono Consoli e Luciano - che renderà più vivo il dibattito politico secondo le direttive in premessa specificate i cui aspetti nel dettaglio saranno oggetto di un’iniziativa pubblica allorquando le condizioni sanitarie e le norme nazionali lo consentiranno". (t.f.)