Ex sindaco del Vibonese contro la commissione straordinaria: "Agiscono come una giunta"
"Sono stati approvati in queste settimane il Piao ed il regolamento per le future assunzioni 2025 a tempo indeterminato. Sarebbe normale se questo accadesse in tempi giusti che permettessero un adeguato prosieguo politico dell' attività amministrativa dell' ente non certamente poi da una commissione straordinaria che dovrebbe traghettare la comunità a nuove elezioni eseguendo L' ordinaria amministrazione e rimuovendo in questo caso gli impedimenti di legalità previsti dal 143 del Tuel, cosa che in questi 20 mesi mai non ho visto accadere, evidentemente per una chiara e netta assenza di circostanze losche e oscure. Ma a quanto pare , si cerca di concentrarsi su contesti che non certamente hanno a che vedere con i veri problemi del territorio, della comunità, afflitta da una grave presenza di lacunosità e di attenzione su peculiarità troppo trascurate".
"È' arrivato il momento di rompere il silenzio, essendo ormai imminente la convocazione dei comizi elettorali per la elezione del nuovo sindaco e del nuovo consiglio. Un silenzio mantenuto fino ad oggi per evitare sterili strumentalizzazioni sull' assetto di operatività adottato . All' interno del Piao, per come si evince, la commissione straordinaria, in fase ormai conclusiva del mandato assegnatogli, si predispone la bandizzazione di alcune figure mancanti. Dunque un funzionario amministrativo 18 ore settimanali, un funzionario tecnico anche egli 18 ore settimanali, un istruttore amministrativo contabile 18 ore settimanali, un istruttore tecnico 18 ore settimanali ed un agente di polizia municipale 18 ore settimanali per una spesa complessiva di 100.000,00 euro annuì. Fortissimi dubbi sulla possibilità di implementare la pianta organica in maniera esponenziale in un comune così piccolo a seguito di un corposo piano di rientro quindicennale per debiti ereditati. Una capacità assunzionale fortemente compromessa per via di uno sforamento impellente della stabilizzazione del personale ex lsu-lpu. Territorio caratterizzato dalla presenza di numerosi kmq2 di montagna che richiede eccedenza di manutenzione sopratutto per salvaguardare dalle piogge torrenziali il centro abitato, non tenuto adeguatamente in considerazione visti i già avvenuti pensionamenti e quelli che a breve verranno. E mentre le forze di manutenzione diventano essenziali per un territorio esiguo di abitanti ma cosi grande come entità, che si collega dal basso Tirreno all' alto ionio, invece di potenziare le ore già in latere ai dipendenti ex lsu lpu in servizio, si pensa a proseguire un mandato non offerto dalla comunità ai commissari che si affidano di spontanea volontà ad andare ben oltre il ruolo affidatogli decidendo niente poco dimeno che, di scegliere le sorti future strutturali su come adeguare L' assetto funzionale di un ente che ribadiamo bene è stato sciolto per presunte infiltrazioni mafiose. Ente che, per come si sta verificando in questo momento, aveva una capacità di attenzione territoriale nettamente superiore a quella odierna da parte precedente amministrazione disciolta. Una direzione altrettanto discutibile per diversi motivi con obiettivi ben diversi dal regolare processo democratico fisiologico e necessario. Una spinta quasi insistente, necessaria forse a mantenere un assetto amministrativo già pensato e predisposto. Parole forti ma indubbiamente palesi viste le circostanze odierne su cui alcuni membri della commissione tengono a puntare".
"Eppure sono trascorsi circa due anni dall' insediamento della stessa e mi meraviglia come la commissione straordinaria voglia svolgere un ruolo politico più che tecnico. Sono convinto che in questi casi, la soluzione sia una, almeno quando le competenze di necessità vanno oltre alle necessità reali. Se qualcuno volesse sostituirsi alla politica deve candidarsi e chiedere il consenso alla popolazione che nella fase di elezione, a maggioranza di voti, sceglie da chi essere rappresentata. Ma diversamente la strada intrapresa rischierebbe di addentrarsi in competenze che nulla hanno a che vedere con gli obiettivi che secondo la legge in materia, una commissione straordinaria per scioglimento deve prefissassi. Dovrebbe esserci infatti la consapevolezza che alcune decisioni spettino alle amministrazioni politiche e non tecniche. Ma temporalmente, se questa dovesse essere la decisione di proseguire in questa direzione, viste le impellenti burocrazie normative, i tempi si allungheranno talmente tanto che si rischierebbe di bandire i concorsi proprio sotto elezioni per il rinnovo degli organismi politici e sarebbe davvero un caso singolare e parecchio discutibile su cui noi non indietreggeremo di un solo passo, anzi siamo pronti ad informare gli organismi competenti ed a ricorrere al TAR Calabria spiegando bene le ragioni di tale scelta, valutando assieme ai legali di fiducia anche le procedure espletate per arrivare alla bandizzazione dei concorsi. Per esempio se si sia tenuto conto delle figure già presenti al fine di poter richiedere al Ministero l' autorizzazione per L' espletamento di un concorso oppure siano state salvaguardate alla presenza dei sindacati, le figure già esistenti che quotidianamente si impegnano per espletare servizi maggiormente efficienti".
"Credo che ad alcuni commissari straordinari la situazione sia sfuggita di mano. Si dovrebbe certamente pensare allo stato in cui il territorio versa ormai da quasi due anni e le risposte tangibili offerte ai cittadini sui problemi della gente molto spesso rimaste solo su carta. Il tempo ormai per convogliare a nuove elezioni e' davvero breve ma sono convinto che una commissione straordinaria o ordinaria che sia, fino all' ultimo giorno di mandano abbia un ruolo molto importante, essere immersa all' interno della realtà sociale , risolvendo tangibilmente i problemi giorno per giorno, tenendo al territorio come fosse la propria dimora, dimora intesa in funzione di attaccamento, lasciando così ai democraticamente eletti dal popolo, la decisione futura del processo organizzativo dell' ente". Così in una nota, Marco Martino, ex sindaco di Capistrano, la cui amministrazione è stata sciolta per presunte infiltrazioni mafiose.
