Le cosche della ‘ndrangheta non solo hanno messo radici a Milano e nel suo hinterland, ma hanno costruito una rete solida e strutturata, capace di controllare affari, infiltrarsi nell’economia legale e mantenere saldo il potere criminale. L’inchiesta “Hydra” della DDA di Milano, coordinata dal sostituto procuratore Alessandra Cerreti, ha ricostruito il ruolo di spicco delle famiglie calabresi nel cosiddetto “Sistema mafioso lombardo”, che avrebbe operato con un controllo capillare sulle province di Milano, Varese e zone limitrofe. Secondo gli investigatori, la ‘ndrangheta avrebbe istituito ben 18 “locali” nel Milanese, sotto il coordinamento dell’organo di vertice noto come “La Lombardia”. Tra i gruppi più influenti, spicca quello di Legnano-Lonate Pozzolo, legato alla cosca Farao-Marincola di Cirò e guidato a Milano da Vincenzo Rispoli, Massimo Rosi e Giacomo Cristello. A Desio, invece, sarebbe attiva la cosca Iamonte, storicamente legata a Melito Porto Salvo, mentre nel capoluogo lombardo opererebbe Antonio Romeo, espressione della famiglia Romeo “Staccu” di San Luca.

L’indagine ha rivelato un sistema criminale che va ben oltre i tradizionali reati mafiosi. I clan calabresi avrebbero messo le mani su settori chiave dell’economia, dal comparto edilizio alla logistica, passando per la sanità, l’e-commerce e il settore petrolchimico. Una rete ramificata, capace di sfruttare la forza di intimidazione tipica delle mafie per ottenere appalti, stringere alleanze strategiche e garantirsi una posizione di controllo su attività imprenditoriali lecite e illecite.

Oltre al business, la ‘ndrangheta lombarda avrebbe puntato anche sulla politica, cercando appoggi per consolidare il proprio potere. Le intercettazioni rivelano contatti con esponenti istituzionali e finanziari, nel tentativo di ottenere favori e influenzare decisioni strategiche. Un potere che si estendeva fino alla gestione dei voti, con la capacità di orientare le elezioni grazie a pacchetti di consensi garantiti dai clan. L’inchiesta “Hydra” ha riportato alla luce una realtà ormai consolidata: la ‘ndrangheta non è più un fenomeno relegato alla Calabria, ma una forza radicata nel Nord Italia, con Milano come epicentro di un sistema che intreccia affari, politica e criminalità organizzata.
Gli indagati
Abd El Latif Mohamed Emam Tah;
Abilone Giovanni;
Abilone Rosario;
Albanese Vincenza;
Amico Gioacchino;
Anderlini Giuliano;
Antonazzo Pasquale;
Aquilano Simone;
Aquilanti Manuela;
Baraldi Luca;
Barbieri Giovanni;
Barbieri Massimiliano;
Barra Salvatore;
Bassetto Antonio;
Bellusci Francesco;
Berducci Francesco;
Bernardinello Susanna;
Bianchi Edoardo;
Blanco Salvatore;
Bonanno Samuele;
Bonvissuto Rosario;
Bramonti Alessandro;
Brancaccio Domenico;
Buccafusca Federica;
Caldarelli Antonio;
Caldarola Raffaella;
Callipari Pasquale
Caltabiano Giovanna Consuelo
Cangemi Calogero
Cannizzaro Claudio
Cantarella Michel
Cabrino Leonardo
Carta Pierpaolo
Cassago Marco
Pastiglia Giuseppe
Cerbo William Alfonso
Chinellato Cristina
Cirillo Giovanni
Cislaghi Diego
Ciulla Alessio
Coku Adriatik
Colombo Emanuela
Coluccio Salvatore
Congiu Luca
Copernico Daniele
Cottone Francesco
Crea Filippo;
Crea Santo;
Cresta Davide;
Cristello Giacomo;
D’alia Aurelio;
Deodato Vincenzo;
Destefano Michele;
Di Pierno Gennaro;
Dimiccoli Antonio;
Donato Cristiano;
Doria Alfonso;
Echezarreta Fiorenza Estebe;
Errante Parrino Paolo Aurelio;
Fidanzati Giuseppe, Detto “Ninni”;
Fidanzati Stefano;
Fiore Giuseppe;
Folino Nicola;
Fontana Gianfranco;
Galioto Antonino;
Galiy Iryna;
Gattelli Livio;
Gatto Giovanni;
Gaudio Luigi;
Gennaro Maria Rita;
Gobbi Elia;
Gobbi Giovanni;
Grasso Antonio;
Grasso Paolo;
Gregorini Emanuele;
Guarnaccia Antonino;
Hushi Medi;
Jelmini Giada;
La Cara Alessandro;
Li Calzi Maurizio;
Lleshi Florian;
Lombardo Salvatore;
Maione Giulio;
Mancin Filippo;
Manna Luca;
Mannino Gianluca;
Mannino Pietro;
Mannino Roberta;
Marin Roberto Ezio;
Marino Maria;
Mastrangelo Manuel;
Mazzotta Pietro;
Mecja Sulerdi;
Menghetti Maurizio;
Milano Luca;
Molluso Alessandro Illuminato;
Molluso Francesco;
Monti Alessandro;
Monti Paolo;
Morana Maria Assunta;
Mroshaj Ejill;
Nicastro Dario;
Nicastro Fabio;
Nicastro Francesco;
Ohannassian Girrabet Gabriele;
Oliveri Carmelo;
Orlando Raimondo;
Pace Bernardo;
Pace Domenico;
Pace Michele;
Paganin Roberto;
Panaiia Iginio;
Papalia Daniele;
Perruccio Christopher;
Perversi Claudio;
Pintaudi Saverio;
Pizzata Giuseppe;
Poli Mafalda;
Polise Orsolo;
Postù Maria Domenica;
Rispoli Vincenzo;
Romeo Antonio;
Rosi Massimo;
Russo Andrea Michele;
Sangalli Daniela;
Sanseverino Sergio;
Scotti Claudio;
Senese Vincenzo;
Sergi Saverio;
Silvestro Tindaro;
Sorce Giuseppe;
Sorrentino Antonio;
Spatola Giuseppe;
Suraci Lorenzo;
Svizzero Mauro;
Toscano Pasquale Filomeno;
Trambaiolo Marco Francesco;
Tripodi Demetrio;
Veizaj Klement;
Ventura Mario;
Versaci Vincenzo;
Vestiti Eduardo Maria;
Vestiti Giancarlo;
Vestiti Marika;
Zavettieri Giuseppe;
Zinghinì Giuseppe Antonio.