Dure anche le parole del prefetto di Reggio che lo ha definito "un gesto vile e abietto di coloro che intendono calpestare il valore delle leggi e della democrazia

“Ora mi aspetto, da calabrese, che i calabresi perbene dicano da che parte stanno. Dicano se stanno con noi, che rappresentiamo lo Stato, o con la 'ndrangheta, i suoi vergognosi gesti simbolici ed i suoi ridicoli rituali. Non è più tempo di silenzi omertosi". Parole durissime quelle pronunciate dal pubblico ministero Giuseppe Lombardo sul baciamani al boss di San Luca Giuseppe Giorgi, quando è uscito di casa subito dopo la cattura. 

La reazione. "Quello che è avvenuto a San Luca è intollerabile, inaccettabile. Impone a tutti una riflessione profonda ed una presa di posizione netta. Non basta più che si condannino tali gesti indegni solo in privato, a bassa voce o con evidente imbarazzo. Ora mi aspetto la ferma condanna da parte della gente di San Luca di un baciamano inammissibile per un paese civile. San Luca è chiamata ora a dire con chiarezza da che parte sta".  

L'input. "Mi aspetto - ha concluso Lombardo - che tutti i calabresi dicano, pubblicamente e ad alta voce, se stanno con i magistrati ed i Carabinieri, ai quali va il mio grazie per lo straordinario risultato raggiunto, o con la 'ndrangheta. È questo il momento di riacquistare dignità agli occhi del mondo. Chi sta con noi non può stare con loro. E chi sta con loro, mi creda, ha già perso". 

Il prefetto. Sulla vicenda è intervenuto anche il prefetto di Reggio Calabria Michele Di Bari: "Un gesto servile e abbietto che ha palesato il volto di coloro che spudoratamente intendono calpestare le leggi e il valore della democrazia. Non l’avranno vinta perché – ribadisce Di Bari - i reggini si rivedono e si compenetrano con gli abbracci e l’esultanza degli uomini e delle donne in divisa per una vittoria a lungo meditata e nottetempo conseguita”.