Sono partiti ufficialmente nel Comune di Vibo Valentia i primi progetti utili alla collettività (Puc), così come deliberato dalla Giunta comunale lo scorso gennaio ma che non erano stati avviati a causa della sospensione per Covid 19. Si tratta di progetti che i beneficiari del reddito di cittadinanza devono svolgere obbligatoriamente per un minimo di 8 ore settimanali (fino a un massimo di 16 ore), pena la perdita del sussidio.

Grande dignità e voglia di lavorare. Il sindaco Maria Limardo, nell’augurare a tutti i soggetti buon lavoro, fa presente che tutti i percettori del Rdc nei colloqui hanno dimostrato grande dignità e voglia di lavorare, a conferma che lo Stato e i cittadini si aiutano reciprocamente. "Da una parte - afferma - la pubblica amministrazione che sostiene il cittadino in un momento di difficoltà con il reddito di cittadinanza, dall’altro il cittadino che restituisce una parte del suo tempo, mettendolo a disposizione della comunità, in progetti che migliorano la qualità di vita della collettività”. Il vice sindaco Domenico Primerano, invece, nel ringraziare gli uffici per questo primo risultato, chiarisce che il principio cardine dei Puc è che "le attività previste nell’ambito dei progetti non sono in alcun modo assimilabili ad attività di lavoro subordinato o parasubordinato o autonomo, trattandosi di attività, contemplate nello specifico del patto per il lavoro o del patto per l’inclusione sociale, che il beneficiario del reddito di cittadinanza è tenuto a prestare, e che, pertanto, non va a coprire carenze di organico".

Lavoro portato avanti dal settore Servizi sociali. Il percorso di inserimento nel Comune è stato seguito dal settore Servizi sociali, diretto dalla dottoressa Adriana Teti coadiuvata dal dottor Giosito Ciampa. La dirigente Teti ha istituito un gruppo di lavoro, affidando il coordinamento dei progetti del comune di Vibo Valentia alla dottoressa Maria Rossella Colace, per individuare le mansioni idonee in base alle loro competenze pregresse e ambizioni, l’attivazione delle assicurazioni, la declinazione dei diritti e doveri, mentre il lavoro di attivazione della piattaforma Gepi e di Case manager è stato eseguito dall’equipe delle assistenti sociali del distretto.

I progetti approvati. Nello specifico, i 12 progetti di utilità collettiva che si svolgeranno nella città di Vibo Valentia si dividono in nove tipologie e riguardano l’affiancamento al personale interno degli uffici comunali, in attività di accoglienza, orientamento di base ai servizi, di segreteria e di supporto generico agli uffici comunali, attività di cura, sistemazione, pulizia e valorizzazione del verde pubblico, supporto per tutela del patrimonio pubblico, aggiuntivo e non sostitutivo di quello ordinariamente svolto dagli uffici comunali. E ancora, attività di salvaguardia e valorizzazione del patrimonio delle biblioteche comunali, attività di custodia e portierato presso immobili pubblici e primo front office di orientamento agli uffici, attività di piccola manutenzione ordinaria degli immobili comunali e degli arredi urbani. Infine, supporto alle attività di sensibilizzazione, promozione e corretta esecuzione della raccolta differenziata, attività di cura, sistemazione pulizia e valorizzazione delle spiagge pubbliche.