Domenico Cannizzaro (nato nel 1966) e Pietro Iannazzo (nato nel 1975) sono stati condannati a 30 anni di reclusione, con il primo ritenuto il mandante e il secondo l'esecutore materiale del duplice omicidio di Giovanni Torcasio (nato nel 1964) e Cristian Matarasso (nato nel 1978). L'aggressione mortale è avvenuta in pieno giorno e nel cuore di Lamezia Terme, all'ingresso del quartiere-fortino appartenente alla cosca Torcasio. Il verdetto è stato emesso oggi pomeriggio dal giudice per le indagini preliminari Chiara Esposito al termine del processo di primo grado celebrato con rito abbreviato. La pm Stefania Caldarelli, al termine della sua requisitoria, aveva richiesto la pena dell'ergastolo.

Il duplice omicidio si è verificato la mattina del 29 settembre 2000. Giovanni Torcasio e Cristian Matarasso stavano percorrendo via dei Bizantini, la principale arteria del quartiere Capizzaglie, a bordo di una Fiat Punto, quando sono stati affiancati da Pietro Iannazzo e Antonio Davoli su una moto rubata, una Yamaha R1 guidata da Iannazzo. Armati di due pistole calibro 9×21, i killer hanno aperto il fuoco contro l'auto, che ha cercato invano di sfuggire pochi metri più avanti, poiché il conducente, Matarasso, era gravemente ferito da un proiettile mortale. Giovanni Torcasio morirà durante il tragitto in ospedale.

L'organizzatore dell'agguato, con un'auto in riserva nel caso qualcosa fosse andato storto, è stato identificato come Gennaro Pulice. Secondo la Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, i mandanti dell'omicidio sarebbero stati i capi della consorteria Iannazzo-Cannizzaro-Daponte, ovvero Domenico Antonio Cannizzaro, noto come Mimmo, e Vincenzino Iannazzo.