L'ultimo abbraccio di Mileto a Maria Assunta: «Il dolore non sia l'ultima parola»
Comunità in lutto per i funerali della donna vittima della tragedia familiare. Il vescovo Nostro: «La vita non finisce con la morte». Bandiere a mezz'asta e silenzio per l'addio in forma privata
Mileto si è fermata, avvolta in un silenzio carico di domande e commozione, per l'estremo saluto a Maria Assunta Currà. In una mattinata segnata dal dolore collettivo, la comunità si è stretta attorno alla famiglia della donna, strappata alla vita dalla violenza cieca del marito, Pasquale Calzone, in un dramma che ha lasciato ferite profonde nel tessuto sociale cittadino.
Per volere dei congiunti, le esequie si sono svolte in forma strettamente privata all'interno della chiesa della Santissima Trinità. Nonostante il desiderio di riservatezza, l'affetto della cittadinanza è stato tangibile: fuori dal tempio, una folla silenziosa ha atteso il passaggio del feretro, a testimonianza della stima profonda per una donna nota a tutti per la sua gentilezza e il costante impegno nel sociale.
L'amministrazione comunale, interpretando il sentimento di sgomento generale, ha proclamato il lutto cittadino per l'intera durata del rito, disponendo la sospensione delle attività e l'esposizione delle bandiere a mezz'asta negli edifici pubblici.
All'interno della navata, i volti segnati dalle lacrime del figlio Federico e dei parenti più stretti hanno raccontato la devastazione di una famiglia travolta da una tragedia inaspettata. A celebrare la funzione è stato il vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, monsignor Attilio Nostro. Durante l'omelia, il presule ha usato parole di profonda vicinanza, cercando di offrire una luce di speranza in un momento di buio assoluto: «Davanti a una morte così violenta e ingiusta, dobbiamo ricordare che la vita ha una dignità che non può essere cancellata e che non termina con il silenzio della tomba».
