Rinascita Scott, raffica di udienze al Riesame: c'è anche il boss Luigi Mancuso
Nuova raffica di udienze dinnanzi al Tribunale del Riesame di Catanzaro nell'ambito della maxi inchiesta "Rinascita Scott". Sono tre i collegi impegnati nella giornata odierna per vagliare le posizioni di 80 cautelati a vario titolo coinvolti nell'indagine coordinata dalla Dda di Catanzaro e condotta sul campo dai carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Vibo Valentia. In calendario c'è anche l'istanza presentata dagli avvocati di uno degli indagati "principali", ovvero Luigi Mancuso, ritenuto dagli inquirenti il capo dei capi della 'ndrangheta vibonese.
In libertà. Nel frattempo i giudici del Riesame hanno sciolto le riserve relative alle udienze che si sono tenute giovedì scorso. Misura cautelare annullata per due presunti uomini di Luigi Mancuso: Vincenzo Spasari di Nicotera (difeso dagli avvocati Angelo Spasari e Guido Contestabile) e Cristiano Gallone anche lui di Nicotera (avvocato Francesco Capria). Lasciano il carcere e tornano in libertà anche Rosetta Lopreiato di Pizzinni di Filandari (avvocato Diego Brancia), Michele Battaglia di Nicotera (avvocati Diego Brancia e Antonio Silipo), Antonio Patania di Sant'Onofrio (avvocati Enzo Gennaro e Luigi Gullo), Rocco e Luca Belsito di Sant'Onofrio (avvocati Giosuè Monardo e Tiziana Barillaro). Provvedimento annullato per Nazzareno Latassa, legale di 51 anni, (difeso dagli avvocati Salvatore Staiano e Vincenzo Cicino), coinvolto nella vicenda dell’acquisto dell’Hotel 501, che ritorna in libertà; identica decisione per il padre Salvatore Latassa (avv. Staiano e Cicino). Entrambi lasciano gli arresti domiciliari. Passa dal carcere in libertà, Francesco Iannello, 40 anni di San Gregorio d’Ippona (avvocati Salvatore Staiano e Gregorio Viscomi); Francesco Amabile di Parghelia (difeso dagli avvocati Carmine Pandullo e Giuseppe Bagnato). Dai domiciliari ritorna in libertà anche Francesco Labella, commercialista 35enne di Ionadi (difeso dall'avvocato Giuseppe Bagnato e Antonello Fuscà), accusato del reato di concorso in intestazione fittizia di beni ed in particolare della società “Grsb” proprietaria dell’immobile nei pressi dell’ospedale di Vibo Valentia riconducibile a Giovanni Giamborino, quest’ultimo in carcere in quanto accusato di associazione mafiosa e di essere legato al boss Luigi Mancuso. Annullata l’ordinanza di misura cautelare anche Taneva Dimitrova (avvocato Monardo) che passa dai domiciliari all’obbligo di firma. Tornano in libertà Concetta Vozza di Vibo Marina (avvocato Francesco Muzzopappa), Francesco Murmora di Pizzo (avvocato Enzo Gennaro) e Daniel Zinnà, accusato di intestazione fittizia di beni e difeso dall'avvocato Michelangelo Miceli.
Ai domiciliari. Scarcerato anche l’imprenditore Antonio Prestia (avvocato Francesco Sabatino), ritenuto partecipe del gruppo criminale diretto da Luigi Mancuso. Il Tribunale del Riesame gli ha concesso gli arresti domiciliari. Misura cautelare modificata e identico provvedimento (dal carcere ai domiciliari) per Alessandro Iannerilli di Marino (Roma) difeso dagli avvocato Elisabetta Alessandra e Ignazio Di Renzo; Salvatore Valenzise di Nicotera ma residente in provincia di Varese (avvocati Guido Contestabile e Pietro Antonio Corsaro). Complessivamente sono 91 le misure cautelari modificate dal Tribunale del Riesame di Catanzaro e a queste vanno aggiunte quelle sostituite o revocate dal gip nel corso degli interrogatori di garanzia per un totale di 121 posizioni al momento riviste. Numero destinato a salire visto che sono stati oltre 200 i cautelati che hanno presentato istanza al Tribunale della Libertà di Catanzaro.

