Orrori al cimitero di Tropea, si dimette il consigliere di minoranza Virgina Saturno
Gli orrori al cimitero di Tropea, con un dipendente comunale e altre due persone arrestate con le terribili accuse di distruzione di cadavere, illecito smaltimento di rifiuti speciali cimiteriali e violazioni delle norme di polizia mortuaria, determinano le prime conseguenze politiche. Il consigliere di minoranza Virginia Saturno, infatti, ieri si è dimessa. Ha lasciato il seggio per "senso del pudore".

"Dopo un’attenta riflessione, nel silenzio straziante di un sacrilegio compiuto e di uno degli avvenimenti più gravi e bui della nostra storia recente - ha scritto nella lettera di dimissioni - sono arrivata ad una conclusione che discosta parecchio dal modus operandi manifestato recentemente da questa amministrazione e anche da quello dei miei sodali di opposizione; i fatti accaduti, dal mio punto di vista, vanno al di là di ogni riflessione politica o sociale, toccano gli animi e il cuore nei sentimenti più intimi di tutti noi e non esiste alcun aggettivo per definirli perché, per ciò, definizione reale non esiste. Il mio pensiero va alle famiglie di quei corpi, va alle anime profanate e va anche a chi nessuno sembra pensarci ovvero ai congiunti delle persone coinvolte che molto probabilmente saranno straziati dal senso della vergogna per degli atti di cui non sono responsabili e che molto probabilmente manco immaginavano nella loro atrocità. Il senso di pudore, ma soprattutto di smarrimento, che ho sentito in questi giorni mi ha affranta nel profondo dei miei sentimenti e non nascondo di sentirmi tutt’ora un poco “pulcinella” anche io. Non sapevo, non immaginavo ma sicuramente dovevo vigilare in maniera più accorta e sentire le “voci” che aleggiavano perché quello era il ruolo assegnatomi dalle urne, mi sono sentita anche io un poco responsabile e provo smarrimento di fronte a quello che ancora potrebbe succedere o uscire fuori da queste inchieste come asserito da più di un inquirente, e il fatto di non sapere non mi mette in una posizione di forza, bensì mi sa sentire debole e inutile di fronte a cotanta atrocità morale".
Da qui le conclusioni: "Sono la più piccola del Consiglio, la meno esperta ma ho una morale, un’ etica e nessuna voglia di “giocare” alla politica, per tanto, cercando di evitare qualsiasi tipo di strumentalizzazione, credo che l’unica cosa da fare sia dimettermi da un ruolo che non mi appartiene più. La nostra comunità merita in questi momenti azioni forti e di coraggio, merita un sostegno “pulito” e nel cuore, le poltrone, i titoli ora hanno poca importanza. Come l’araba Fenice che rinasce dalle ceneri merita una nuova rinascita, un nuovo percorso per cercare di mettersi alle spalle questa oscurità che l’ha avvolta".
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