Ferrovie, circolano meno treni al Sud che in Lombardia. Calabria avanti a piccoli passi
A fotografare la situazione del trasporto ferroviario in Italia e' Pendolaria, il Rapporto annuale di Legambiente presentato oggi a Roma
Nel Sud circolano meno treni che in Lombardia, sempre piu' lenti e vecchi (eta' media 19,2 anni contro i 13,3 del Nord). In Calabria sono finalmente partiti i primi interventi, ma ancora molto deve essere fatto. La mobilita' su ferro vede muoversi ogni giorno 5,51 milioni di persone in Italia, con una crescita del numero complessivo dei pendolari, ma aumentano anche le differenze tra le varie regioni e quelle sulla rete ferroviaria, segnata da una parte dai continui successi dell'alta velocita' e dall'altra dai tagli agli intercity e da treni regionali spesso troppo vecchi e lenti. A fotografare la situazione del trasporto ferroviario in Italia e' Pendolaria, il Rapporto annuale di Legambiente presentato oggi a Roma che analizza nel dettaglio numeri e storie di un'Italia a due velocita' e le varie disuguaglianze che ci sono nel Paese. Sono poche le Regioni che hanno investito risorse proprie per potenziare il servizio ed evitare i tagli, con una media di spesa rispetto al bilancio regionale dello 0,35% e tante Regioni che non investono alcuna risorsa aggiuntiva per migliorare il servizio rispetto a quelle trasferite dallo Stato. Preoccupa inoltre la situazione complessiva del Meridione. Regioni come la Calabria, l'Abruzzo, ma soprattutto la Sicilia, con soltanto 1,01 euro per abitante ogni anno, rispecchiano le condizioni negative che tutti i giorni i pendolari sono costretti ad affrontare. Al Sud circolano meno treni: ad esempio le corse dei treni regionali in tutta la Sicilia sono 429 contro le 2.396 della Lombardia. Inoltre iconvogli sono piu' vecchi - con una eta' media nettamente piu' alta 19,2 anni rispetto ai 13,3 del Nord e a quella nazionale di 16,8 - e sono piu' lenti, sia per problemi di infrastruttura sia perche' circolano treni vecchi e non piu' adatti alla domanda di mobilita'. Ad esempio tra Cosenza e Crotone non esiste un collegamento diretto, occorre effettuare almeno un cambio e impiegare 3 ore di viaggio per percorrere 115 km. Al Sud poi l'Alta Velocita' si ferma a Salerno e, malgrado la continuazione di alcune Frecce verso Reggio Calabria, Taranto o Lecce, il numero in rapporto a quelli che circolano al Centro-Nord di questi treni e' insignificante.
Treno Tamburello. Alcuni interventi sia infrastrutturali sia relativi ai servizi si segnala nel rapporto - sono finalmente partiti anche in Calabria, nonostante ancora moltissimo debba essere fatto. Un esempio positivo e' il servizio del treno "Tamburello". Si tratta del collegamento Melito di Porto Salvo-Reggio Calabria-Rosarno, un servizio vantaggioso per i pendolari perche' effettua un servizio di metropolitana di superficie, introdotto per diminuire i disagi causati dai lavori sulla Autostrada Salerno-Reggio Calabria e che dal Dicembre del 2010 non e' piu' stato finanziato dal Ministero dei Trasporti, che ha cancellato le risorse necessarie. La Regione Calabria, nell'ambito del servizio ferroviario regionale, ha deciso nel 2011 di finanziare e garantire la presenza di questo treno indipendentemente dai lavori autostradali. Con l'istituzione della fermata "Aeroporto" il servizio e' stato rilanciato nel 2013, sempre finanziato dalla Regione Calabria e, dopo un periodo che vedeva il passaggio di sole 7 coppie di treni al giorno, sono state istituite finalmente 11 coppie di treni. Nelle scorse settimane il Governo ha stanziato 23 milioni di euro per la realizzazione di ulteriori 3 fermate su questa linea.
La linea Jonica. Anche una delle linea piu' bistrattate d'Italia, la Reggio Calabria-Taranto sulla ferrovia Jonica, ha visto piccoli passi avanti con l'ultimo cambio di orario. Sono infatti state introdotte 2 coppie di Intercity che effettuano fermate anche nell'alto calabrese ed in Basilicata (importante quella di Trebisacce) che vanno almeno in parte a sopperire gli enormi tagli fatti in passato. Questa linea potrebbe rappresentare la spina dorsale dei collegamenti tra le diverse regioni, i centri turistici e i porti, garantire un servizio di qualita' per studenti, turisti, lavoratori. Ed invece rimane comunque in una condizione di sottosviluppo incredibile. Con il nuovo orario da Reggio a Taranto, vi sono in tutto 6 collegamenti al giorno (di cui solo i 2 Intercity diretti, di cui il piu' veloce impiega comunque 6 ore e 35 minuti). I pullman in generale risultano piu' competitivi e, ad esempio partendo da Villa San Giovanni, impiegano 5 ore e 45 minuti. Eppure l'infrastruttura esiste dal 1875, con 470 km lungo la costa e un enorme bacino di utenza, pari a piu' della meta' della popolazione calabrese.
L'elettrificazione. "La linea - si fa rilevare nel rapporto - e' a binario unico, ma l'obiettivo non deve essere il raddoppio (perche' si puo' aumentare enormemente il numero di treni senza problemi) ma l'elettrificazione (oggi presente solo tra Taranto e Sibari) e il potenziamento del servizio con nuovi collegamenti e moderni treni, come dovrebbe essere scontato in un Paese europeo. Migliora la situazione della linea Catanzaro Lido-Lamezia Terme. Dal 2015 si e' tornati almeno ad incrementare i treni regionali arrivando a 7 coppie al giorno ed a 10 con il nuovo orario invernale 2017/2018. Il resto rimane comunque sostituito con autobus. Nonostante sia una linea, di 42 km, a binario unico risulta strategica perche' unisce i versanti tirrenico e jonico della Calabria tanto da aver fatto proporre la sue elettrificazione piu' volte negli ultimi anni. I disagi rimangono perche' ancora i tempi di percorrenza, in attesa della velocizzazione dell'infrastruttura, non risultano competitivi con almeno 45 minuti di tragitto. Anche per questa Regione sono numerose le proposte sollevate dai Comitati e dalle Associazioni dei pendolari.Tra Reggio Calabria Centrale e Catanzaro Lido sono finalmente state eliminate le fermate intermedie di Caulonia, Guardavalle, S. Caterina Jonio, Badolato, S. Andrea Jonio, totalmente inutili nella fascia oraria dei pendolari, e la cui presenza allungava eccessivamente i tempi di percorrenza, rendendo cosi' inutilizzabile il treno dagli studenti universitari diretti a Catanzaro. A fine 2017 e' stato anche velocizzato il collegamento Roma-Reggio Calabria di circa 30 minuti, grazie all'instradamento via Napoli-Afragola".
Lamezia Terme-Sambiase. Anche la stazione Lamezia Terme-Sambiase in Calabria, segnalata per anni come degradata ed in abbandono, ha visto nel corso del 2016 l'avvio dei lavori di ristrutturazione, insieme alla stazione di Nicastro, dopo le diverse segnalazioni dei cittadini di Lamezia. Si tratta di stazioni che vedono l'alta frequentazione dei treni regionali della Catanzaro Lido-Lamezia Terme Centrale. La stazione di Vaglio Lise a Cosenza non e' da meno .I viaggiatori denunciano mancanza di sicurezza e sporcizia. Degrado e abbandono anche nei parcheggi sotterranei divenuti nel tempo ricettacolo di rifiuti e rifugio di cani randagi. Si tratta di una ulteriore beffa visto che la stazione negli anni '90 era stata al centro di dibattiti sul suo rilancio e potenziamento ma disegnato il progetto, che riguardava l'intero quartiere, non si e' mai realizzato nulla. Senza riqualificazione e con un numero di corse non adeguato per i pendolari, la stazione restera' solo una cattedrale dello spreco. Deserta anche nei giorni feriali, i pochi treni previsti partono sempre vuoti. Inaugurata in pompa magna nel 1987 dopo una spesa complessiva di quasi 14 miliardi delle vecchie lire fu una delle opere piu' importanti, ma al tempo stesso inutili delle citta', visto che gia' pochi anni dopo apparve sproporzionata rispetto al traffico ferroviario passeggeri e merci che, ovviamente, ha sempre preferito utilizzare la piu' comoda tratta tirrenica partendo da Paola. (AGI)
