Carrozzoni regionali, Oliverio propone la sua cura dimagrante (VIDEO)
Le criticità rilevate dalla Corte dei Conti spingono il governatore a spiegare in che misura bisogna agire sulle società partecipate e gli enti strumentali.
Permangono "numerose criticità" nelle societa' partecipate della Regione Calabria e negli enti strumentali, al punto da essere definite "costanti, per natura e intensita', nelle diverse prospettive e nei vari esercizi esaminati". La situazione e' emersa dalla relazione "sulle societa' partecipate e sugli enti strumentali della Regione Calabria" al centro dell'adunanza tenuta ieri dalla Corte dei Conti.
La relazione. "Molte delle societa' interpellate hanno ignorato le richieste", per questo sara' necessaria una seconda fase di analisi. Molte le critiche sulla situazione della Regione Calabria. Secondo Ginestra, "la Regione non ha completato il processo di consolidamento del bilancio regionale con quello degli enti, organismi strumentali, aziende e societa' controllate e partecipate essenziali ai fini della conoscenza della complessa situazione finanziaria". A questo si aggiunge che la stessa Regione "si presenta in forte ritardo rispetto agli impegni precedentemente assunti con proprie leggi regionali", ed in questa direzione "emerge una persistente confusione del quadro normativo regionale, con scelte stratificate, ripetitive e, in alcuni casi, contraddittorie".
Percorso incompiuto. La relazione della Corte dei Conti ha, pertanto, posto in risalto "l'incompiutezza di un percorso di smantellamento o correzione di modalità di soddisfacimento dei pubblici interessi rivelatesi - ha concluso Ginestra - palesemente fallimentari e spesso clientelari". Alla seduta erano presenti il presidente della Regione, Mario Oliverio, il vicepresidente, Antonio Viscomi, e il vicepresidente del Consiglio regionale, Giuseppe D'Agostino.
Il governatore. "Partecipazioni societarie, fondazioni ed enti strumentali costituiscono un punto dolente del sistema regionale, per quanto riguarda sia la funzionalita' organizzativa che la sostenibilita' economica". Ma " in un territorio debole come la Calabria, la Regione ha l'onere, e direi anche l'obbligo, di ricercare un difficile e delicato punto di equilibrio tra le ragioni economiche e le ragioni sociali dell'intervento pubblico. E tale punto di equilibrio puo' ritrovarsi soltanto se e nella misura in cui riusciremo a trasformare in capitale sociale le risorse economiche, chiudendo definitivamente un pozzo altrimenti senza fondo, nel quale tutti rischiamo di essere trascinati". Lo ha detto stamane il presidente della Regione, Mario Oliverio, rispondendo ai rilievi della sezione regionale della Corte dei Conti in merito alla situazione degli enti partecipati.
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