“Ancora stamattina leggevo di allarmi sul fatto che si voglia costruire una grande discarica: ribadisco che non c’è nessuna intenzione di costruirne una. La volontà è quella di raggiungere l’autosufficienza tramite la costruzione di un eco-distretto con una discarica di servizio, che non è una discarica normale ma, appunto, a servizio dell’eco-distretto. Ribadisco quindi che non sarà costruita nessuna grande discarica, non stiamo andando in quella direzione, non c’è la volontà nè del Comune di Vibo Valentia né degli altri Comuni”. Ad affermarlo durante l'assemblea dell’Ato rifiuti del Vibonese (di cui fanno parte tutti i sindaci della provincia), svoltasi questo pomeriggio, è stato il primo cittadino di Vibo Valentia Maria Limardo. La gara per la progettazione dell’eco-distretto, ha spiegato la stessa Limardo, non è ancora partita, in quanto Invitalia ha bisogno di alcune informazioni tecniche che la Regione – nonostante sia stata anche sollecitata – non ha ancora fornito.

Impianto di stoccaggio dei rifiuti. L’ordinanza regionale sui rifiuti dello scorso 20 maggio imponeva all’Ato di individuare dei siti di stoccaggio temporaneo dei rifiuti. Il Comune di Vibo ha messo a disposizione di tutta l’Ato un capannone in località Badia-Falcone. Il 3 giugno c’è stato un sopralluogo dei funzionari della Regione, dell’Arpacal e della Protezione civile che però non hanno ancora fornito una risposta ufficiale sull’idoneità del sito. “Se riuscissimo ad individuare nel nostro territorio un sito di stoccaggio degli scarti di lavorazione – ha affermato il presidente dell’Ato, Maria Limardo - risolveremmo gran parte del nostro problema”, ragione per cui ha nuovamente rivolto l'invito ai sindaci della provincia a cercare altri luoghi da poter utilizzare per un impianto di stoccaggio.

Tariffe dell’indifferenziato. L’Ato Catanzaro ha trasmesso, lo scorso febbraio, la proiezione di spesa per il servizio di smaltimento dell’indifferenziato per il 2020: circa 6 milioni di euro a carico dei Comuni del Vibonese per smaltire circa 30mila tonnellate all’anno. Si parla, in media, di un costo di circa 208 euro a tonnellata. Durante la riunione i sindaci hanno dovuto scegliere se adoperare un criterio secco, per cui tutti i Comuni pagano 208 euro per ogni tonnellata di indifferenziato conferita (metodo considerato da alcuni “più prudenziale” per ridurre eventuali conguagli di fine anno); oppure se andare a scaglioni tramite un meccanismo di premialità: chi differenzia di più paga meno di 208 euro a tonnellata, chi invece produce più indifferenziato pagherà una cifra più alta. Dopo un dibattito su quest’ultimo criterio, in cui da una parte si chiedeva di tutelare i territori che sono partiti da poco con la differenziata (che quindi si troverebbero a pagare cifre spropositate) e dall’altra di incentivare i cittadini a differenziare tramite una conseguente riduzione della Tari per i Comuni che invece hanno una raccolta differenziata maggiore, l’Ato ha votato – con 21 favorevoli e 3 contrari (Zambrone, Mileto e San Calogero) - a favore della tariffa unica.

Appalto per la gestione dell’organico. Da affrontare, in ultima istanza, c'era anche la questione dell'organico. Al momento infatti viene smaltito, a seguito di una proroga contrattuale, dall'impianto Ecocall di Vazzano. Un tecnico, l'architetto Nicola Tucci, ha illustrato una bozza di capitolato di appalto che l'Assemblea ha approvato all'unanimità. L’approccio utilizzato è stato quello di individuare "non un impianto ma un soggetto". In altre parole, come ha spiegato l'architetto Tucci, “individuiamo un soggetto che prende in carico il flusso di organico dell’Ato e si occupa dello smaltimento”. Per quanto riguarda il prezzo, poi, “il problema è trovare chi decida di farsi carico di questo flusso, e se vogliamo che qualcuno partecipi a questa gara dobbiamo mettere dei valori di mercato”. Per questa ragione, in un contratto di tre anni che prevede la produzione di circa 11mila tonnellate l’anno, è stato fissato un prezzo base di 130 euro a tonnellata fino alla produzione di 286 tonnellate a settimana (con una media prevista di 220). Se si sforerà questa quantità allora il prezzo salirà a 140. Infine è stato previsto, come incentivo, che se il soggetto appaltatore vorrà realizzare una stazione di trasferenza l’Ato sarà disposta a farsi carico del 50% dei costi di realizzazione: spesa giustificata dal fatto che, alla fine del triennio, la stazione rimarrà di proprietà della stessa Ato.