La Tonno Callipo tornerà dalla prossima stagione a disputare le partite di campionato nella sua casa naturale, il PalaValentia. La società del presidente Pippo Callipo ha di fatto già abbandonato il PalaMaiata. Terminato l'attuale campionato di SuperLega, il palasport provinciale alla periferia Sud di Vibo non sarà più disponibile per il sodalizio giallorosso. Come si ricorderà, in estrema sintesi, a dicembre 2019 il patron giallorosso firmò una convenzione con il presidente della provincia di Vibo, Salvatore Solano per la gestione dell'imponente struttura che nel frattempo è stata riammodernata, secondo le prescrizioni indicate dalla Commissione di Vigilanza e Pubblico Spettacolo, per consentire la disputa delle partite interne della compagine giallorossa nel campionato di SuperLega (campionato che, come è noto, prevede palazzetti da 3000 posti). Ora la Tonno Callipo disputerà le ultime tre partite della stagione al PalaMaiata per poi lasciarlo allo Stato che procederà all'acquisto della struttura per trasformarla nella nuova aula bunker della città di Vibo. Nuova aula bunker che ospiterà il maxi processo che scaturirà dalla monumentale inchiesta anti 'ndrangheta "Rinascita-Scott". La Tonno Callipo, dunque, dalla prossima stagione ritornerà al PalaValentia.

Tutte le ipotesi in campo. Il PalaValentia ha una capienza di 2500 posti ed in questo momento la Tonno Callipo, qualora dovesse salvarsi e giocare ancora in SuperLega la prossima stagione, dovrebbe affrontare nuovamente il problema della capienza. E sarebbe, nel caso in cui dalla A2 venisse promossa Siena, ancora una volta l'unica squadra a non avere un palazzetto da 3000 posti come vuole la regola della Lega Pallavolo Serie A. Che succede allora? Molto schematicamente:

a) Si avviano i lavori al PalaValentia (proprietario il comune di Vibo, gestione in mano alla Tonno Callipo con una convenzione, della durata di oltre dieci anni, stipulata nel maggio del 2015). Lavori avviati dall'ente pubblico, lavori avviati dal privato (Callipo) che magari nel frattempo sta facendo un pensierino anche all'acquisto della storica struttura in cui opera da anni in cui l'ha resa una vera e propria bomboniera?

b) Se l'ipotesi a) fosse avvalorata è chiaro che il PalaValentia avrebbe bisogno di un'opera di ammodernamento non indifferente. Studi, progetti e carte ci sono già. L'unico modo per poter allargare il palazzetto sito nel complesso sportivo "Giovanni Parisi" è quello di abbattere la zona della sala pesi in alto e degli spogliatoi in basso, allargare il tutto per arrivare a creare una tribuna di circa altri 1000 posti che porterebbero così il PalaValentia a 3500 posti. Più facile a dirsi che a farsi? Ribadiamo, i progetti ci sono già e risalgono al 2017 quando a Vibo venne anche l'allora presidente della Lega Volley,  (oggi ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti) Paola De Micheli. Un lavoro di una certa portata, un lavoro che necessiterebbe di alcuni mesi e che per consentirne l'uso per l'inizio della prossima stagione di SuperLega, occorrerebbe, nuovamente, dell'intervento del privato, in questo caso Callipo, pronto a mettere mano, con una ditta propria, ai lavori di ammodernamento ed allargamento. Difficile pensare ad un iter pubblico che nell'arco di sei mesi porti alla risoluzione del problema.

c) L'altra ipotesi in campo è quella di concedere una deroga alla Tonno Callipo. La Lega Pallavolo Serie A, magari dietro un "invito" apposito che arrivi direttamente dal governo e dal CONI, tramite la Federazione Italiana Pallavolo, dovrebbe in qualche modo indietreggiare rispetto alla ferrea regola dei 3000 posti per un determinato arco temporale. D'altronde, Callipo ha fatto tutto ciò che poteva fare nelle condizioni date ristrutturando il PalaMaiata.

d) L'ipotesi più dura per la Tonno Callipo è quello di sbattere contro un muro ed essere costretta ancora una volta, nell'attesa di riammodernare il PalaValentia, ad emigrare al Pala Calafiore di Reggio Calabria, l'unica struttura, al momento, in Calabria che soddisfa il requisito dei 3000 posti.

e) L'ipotesi che nessun tifoso vuole prendere in considerazione. La Tonno Callipo retrocede in Serie A2 e non ha il problema dei 3000 posti. La società del presidente Pippo Callipo avrebbe il tempo per pensare a come mettere mano al palazzetto e avrebbe tempo per riorganizzarsi dal punto di vista tecnico e manageriale per rilanciare il proprio brand sportivo con un ritorno alle origini nel senso di puntare più sulla vibonesità intesa come coinvolgimento primordiale rispetto ad un tessuto territoriale sfilacciato e che ha perso, obiettivamente, per una serie di concause, quell'amore, quella voglia di identifircarsi con i colori giallorossi. Insomma, un pò sulla falsariga di quanto avvenuto nella primavera-estate del 2014 quando la Tonno Callipo cedette il titolo sportivo a Milano e ripartì dalla A2 sfiorando la terza promozione diretta in SuperLega e vincendo due Coppa Italia consecutive di A2.