L'allarme è stato già lanciato dagli 007 che sono scesi anche in Calabria per raccogliere elementi più precisi e il quadro emerso sarebbe tutt'altro che rassicurante. Nicola Gratteri va protetto adeguatamente e le misure di sicurezza ulteriormente rafforzate. A Roma giudicano senza se e senza ma "fondato" l'allarme e per questo si è deciso di alzare il livello di attenzione sul procuratore antimafia di Catanzaro quanto mai esposto sul fronte della lotta alla 'ndrangheta e non solo. Le ultime, scottanti, inchieste condotte dalla Dda da lui guidata rappresentano un salto di qualità che promette nuovi e altri sviluppi ancor più clamorosi. Non a caso già si intravedono i primi tentativi di delegittimazione che provengono da ambienti legati a carri politici e a lobby criminali. Perché in Calabria non serve uccidere, a volta bastano le parole per isolare chi lotta con determinazione per estirpare il cancro della 'ndrangheta da una regione condizionata da problemi atavici dove spesso si cambia tutto per non cambiare nulla.


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L'amore per la Calabria. Qualche riferimento più o meno velato Gratteri lo ha fatto con il solito coraggio che lo contraddistingue e con la solita schiettezza nel corso della conferenza stampa che si è svolta in Procura a Catanzaro per illustrare i dettagli dell'operazione "Tisifone" contro alcune cosche di 'ndrangheta operanti nel Crotonese. "In certi contesti e in certi convegni qualcuno ha detto che noi vogliamo criminalizzare la Calabria e in particolare Isola Capo Rizzuto: è una grande sciocchezza. "Nessuno come noi - ha aggiunto Gratteri - ama la Calabria. Noi siamo calabresi, siamo di questa terra. Io sono la prova vivente che non sono andato al Nord, e potevo farlo benissimo. Se qualcuno pensa che noi, denunciando la 'ndrangheta, vogliamo criminalizzare la Calabria, si sbaglia, o sta facendo confusione, o non ha capito o non è in buona fede. Non accetto che si dica che questa Procura vuole criminalizzare la Calabria. Noi amiamo questa terra, e la prova è che non viviamo una vita normale per l'amore che abbiamo per questa terra, per quello che abbiamo fatto e per quello che vogliamo fare. Quindi - ha sostenuto il procuratore di Catanzaro - nessuno si permetta mai più di dire o pensare, nemmeno nel subconscio, che vogliamo criminalizzare la Calabria e in particolare Isola Capo Rizzuto, Tutti si facciano un esame di coscienza".

"Nessuno ci fermerà". Gratteri va avanti per la sua strada, senza guardare in faccia nessuno. Lo ha detto a più riprese e lo ha ribadito anche oggi: "Non ci fermeremo su nessun territorio". Mentre prima si procedeva a macchia di leopardo per mancanza di uomini, mezzi e anche di organizzazione, adesso c'è un progetto ben delineato con i vertici delle forze dell'ordine che punta a scardinare la 'ndrangheta partendo dalla manovalanza e arrivando ai livelli più alti, la cosiddetta zona grigia, quella dei poteri forti. "Oltre a quello con l'Arma dei carabinieri e con la Guardia di Finanza, c'è un progetto - svela Gratteri - che il capo della Polizia Gabrielli ha accolto con grande entusiasmo e ha sposato, con una costante vicinanza, al punto che mediamente ci incontriamo o ci sentiamo ogni 3-4 giorni. E' la riprova di come i vertici delle forze dell'ordine, e il capo della polizia nel caso di specie hanno preso a cuore questo Distretto. Questo è un gioco di squadra: da qui è partita una macchina che nessuno fermerà, a prescindere se ci sarà o no Gratteri. In tempi non sospetti - ha sostenuto ancora Gratteri - il capo della Polizia ha mandato nel Distretto di Catanzaro questori e investigatori di primis sono piano, ai vertici delle squadre mobili i migliori dirigenti italiani, che vivono di pane e lavoro: gente serissima, molto professionale, che non partecipa a salotti e non fa passeggiate in barca. La riprova della mia forza per portare avanti questa procura è dovuta a questi uomini e anche alla vicinanza dei dirigenti dello Sco e ai colleghi della Procura. Forse, in altri tempi, questa indagine non si sarebbe potuta fare, ma grazie ai colleghi, a partire da Vincenzo Luberto e da magistrati bravissimi che hanno scritto un fermo in due giorni, abbiamo ottenuto - ha concluso -un altro risultato".