Una lite sfociata in una sparatoria avvenuta in pieno giorno alla periferia di Vibo, nella zona industriale di Ionadi. A distanza di quasi un anno dal fatto, il gup del Tribunale di Vibo Marina Russo ha condannato a tre anni e otto mesi di reclusione Pasquale Massaria, il 33 anni ristoratore di Ionadi accusato di aver ferito lo scorso 2 luglio il cognato, Alessandro Musumeci, 33 anni di Vibo Marina, con il quale pochi attimi prima aveva avuto una discussione. Nei confronti di Massaria era stata inizialmente ipotizzata l'accusa di tentato omicidio ma il giudice non è stato dello stesso avviso della Procura ha derubricato il reato in lesioni volontarie. Così il 33enne ha evitato una pena più pesante. Il pubblico ministero Filomena Aliberti aveva infatti chiesto nei suoi confronti la condanna a sei anni di reclusione.




Contrasti in famiglia. Massaria, in sede di convalida dell'arresto, aveva ammesso le proprie responsabilità in ordine al ferimento al fianco destro del congiunto a colpi di pistola, evidenziando come il movente sia riferibile ad una serie di contrasti con la vittima che si trascinavano da qualche tempo. Avrebbe anche indicato il luogo in cui si è disfatto dell’arma ma le ricerche non hanno dato esito. Le indagini svolte nell’immediatezza hanno permesso alla Squadra Mobile di ricostruire la dinamica dei fatti, accertando che nel primo pomeriggio del 2 luglio del 2019 la vittima, nell’ambito di radicati dissidi familiari, aveva avuto una lite, all’interno del palazzo di residenza, con il cognato, il quale, al culmine della discussione, aveva esploso nei suoi confronti un colpo di arma da fuoco, attingendolo al fianco sinistro, per poi rendersi irreperibile. Il prosieguo delle indagini ha consentito di rintracciare l'autore della sparatoria presso la mansarda di proprietà di uno zio, sita a Vibo Valentia in zona Affaccio, raggiunta da Massaria grazie alla collaborazione di due cugini, poi denunciati insieme allo zio per favoreggiamento.