Cardiochirurgia, insufficienza valvola mitralica: esperti a confronto
Il convegno si è tenuto a Catanzaro è ha vista un'alta partecipazione di ricercatori e professionisti del settore
"Abbiamo registrato una partecipazione alta e di questo sono grato ai colleghi calabresi che sono stati presenti, dimostrando entusiasmo e portando come sempre dei grandissimi contributi. Allo stesso modo, ringrazio gli ospiti venuti in Calabria da altre regioni e, in qualche caso, da altri Paesi europei. Abbiamo ascoltato relazioni e discussioni di grandissima qualita' e la mia percezione e' che il convegno sia stato molto apprezzato oltre che per i contenuti medici, anche per quelli scientifici". E' soddisfatto Daniele Maselli, direttore del Dipartimento di chirurgia cardiovascolare del S.Anna Hospital di Catanzaro, all'indomani del convegno promosso dal centro di alta specialita' del cuore e dedicato all'insufficienza valvolare mitralica, patologia delle piu' frequenti tra quelle valvolari cardiache, seconda in termini percentuali solo alla stenosi valvolare aortica.
Confronto tra esperienze. "Il convegno - ha sottolineato il cardiochirurgo - e' servito per mettere a confronto esperienze e per illustrare il percorso che ha portato al nostro modo di vedere la riparazione valvolare mitralica. Il nostro ospedale e' una delle poche unita' italiane ed europee in cui si fa la chirurgia mitrale endoscopica che permette di ridurre al minimo l'invasivita' operatoria, evitando di aprire il torace, grazie a incisioni di pochi centimetri. La percentuale di successo dei nostri interventi, attestata peraltro dall'agenzia pubblica Agenas, dimostra la qualita' elevata delle nostre prestazioni, mentre il loro volume ci dice che stiamo contribuendo sensibilmente a ridurre il fenomeno dell'emigrazione sanitaria. Nella nostra regione - afferma - il livello della cardiologia e' molto elevato.
La tempistica dell'intervento. "Il convegno sulla valvola mitrale - ha proseguito lo studioso - lo ha dimostrato una volta di piu' ma io stesso ho modo di verificarlo ogni giorno grazie alla qualita' dei pazienti che vengono inviati al S. Anna e all'appropriatezza con cui questo avviene, sia in merito alle indicazioni, sia in merito alla tempistica dell'intervento. Questa e' la dimostrazione di una cardiologia del territorio che funziona, che non ha niente da invidiare a nessuno e la stessa cosa vale per la risposta chirurgica, quando questa si rende necessaria. D'altra parte, - aggiunge - come hanno ribadito anche il professore Romeo e il professore Indolfi a proposito della mobilita' passiva e come dimostrano i nostri dati, le emergenze e le urgenze rimangono in Calabria e quindi l'emigrazione sanitaria riguarda i ricoveri programmabili, cioe' quelli dei calabresi che possono scegliere dove farsi curare. A loro vorrei dire che alla luce delle percentuali di successo della nostra attivita', non esiste un motivo plausibile perche' vadano in altre regioni a cercare le cure che possono tranquillamente ricevere qui". (AGI)
