Domenico Vadalà, figura di spicco delle dinamiche della 'ndrangheta di Bova Marina e dell'area del basso Jonio di Reggio Calabria, è stato scarcerato dopo aver scontato venticinque anni di detenzione. Vadalà, conosciuto con il soprannome “Micu u lupu”, ha lasciato il carcere all'età di 74 anni, dopo una lunga detenzione in regime di 41-bis.

La decisione di scarcerazione è stata presa dal Tribunale di Sorveglianza di Milano, che ha accolto le argomentazioni presentate dagli avvocati difensori, Mario Santambrogio e Antonella Vadalà. Gli avvocati hanno sostenuto che Vadalà ha subito condizioni di detenzione particolarmente dure e inumane. Il Tribunale ha quindi riconosciuto a Vadalà un anno e sei mesi di «fungibilità» e ulteriori otto mesi per «la carcerazione disumana» che ha subito durante i dieci anni trascorsi in regime di “carcere duro” presso la casa circondariale de L’Aquila.

Questo provvedimento chiude un capitolo significativo nella storia giudiziaria di Vadalà, il cui nome è stato a lungo associato alle attività criminali della 'ndrangheta nella regione calabrese.