Aveva parlato a margine del Cda della società Stretto di Messina. E la chiosa era arrivata con un roboante annuncio: «Nella prossima manovra economica ci sarà una quota per il Ponte sullo Stretto, aprire i cantieri entro l’estate 2024 è un impegno che in questo momento siamo assolutamente in grado di mantenere», aveva detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini.

A distanza di ventiquattro ore, dalla stessa maggioranza di Governo c’è chi ridimensiona gli annunci di Salvini. «I soldi servono per gli appalti, ma per il Ponte non abbiamo neanche un progetto esecutivo», ha osservato il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Tommaso Foti. «Io dubito che saremo già agli appalti, prudenzialmente posso pensare che nel 2024 ci possa essere il progetto esecutivo. E poi – ha concluso l’esponente del partito della Meloni - in genere i soldi servono per la progettazione e per gli appalti, ma servono più per gli appalti, non per la progettazione».