Sequestrata la clinica “Villa Aurora” a Reggio Calabria per smaltimento illecito di rifiuti speciali, con provvedimento d’urgenza emesso dal procuratore Giovanni Bombardieri e dall’aggiunto Stefano Musolino, convalidato dal gip Antonino Foti.

L’indagine è partita nelle scorse settimane dopo che la Polizia, intervenuta per un banale incendio di rifiuti nelle vicinanze della struttura, si è accorta della presenza di materiale sanitario. Segnalato l’episodio alla Procura, le indagini condotte  dalla Squadra mobile avrebbero svelato una violazione delle norme circa la gestione dei rifiuti speciali.

Nell’inchiesta sono indagati l‘amministratore della casa di cura “Villa Aurora” Giorgio Crispino, di 59 anni, sua moglie Bruna Scornaienchi (59 anni), direttrice responsabile, e il responsabile amministrativo Maria Grazia Germanò (64 anni), di Reggio Calabria. Tutti e tre, si legge nel capo di imputazione, “davano disposizioni affinché il personale dipendente effettuasse, in modo sistematico e continuativo, attività di abbandono e deposito incontrollato di rifiuti sanitari pericolosi (anche a rischio infettivo) che erano mescolati (al fine di occultarli) a quelli non pericolosi prodotti ordinariamente alla casa di cura, destinandoli alla raccolta ordinaria posta in essere dall’impresa che operava per conto del Comune di Reggio, all’interno dei mastelli e dei sacchi riposti lungo via Petrara, retrostante l’accesso principale della struttura”.




Accogliendo la richiesta di sequestro avanzata da Musolino, infine, il gip ha nominato due amministratori giudiziari, gli avvocati Francesco Aricò e Giovanni Melissari.