Turismo a Vibo Marina, un investimento frenato dalla politica
La presenza dei depositi costieri, la cui concessione si avvia al rinnovo per altri vent’anni, rappresenta una contraddizione evidente
Il Gruppo Cascasi - attraverso le società Cadi s.r.l., T.L.F. s.r.l., La Rada s.r.l., C&C Impianti s.r.l. ed Eurocontrol s.r.l. - torna a informare i mezzi di comunicazione e la comunità sullo stato del grande progetto di sviluppo turistico avviato a Vibo Valentia Marina. Un investimento complessivo di 27.000.000 euro, di cui 6.080.000 euro già impiegati, pari al 23%, che non è soltanto un piano industriale, ma una visione di trasformazione reale per un territorio che da troppo tempo vive di promesse non mantenute.
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Un progetto che avanza nonostante tutto
Il percorso è complesso e articolato, ma procede.
Il nuovo approdo turistico, cuore dell’intero progetto, purtroppo non ha ancora superato tutte le fasi burocratiche preparatorie, che hanno richiesto modifiche e aggiornamenti progettuali. Alla Conferenza dei Servizi del 20 novembre 2025, alcuni Enti preposti hanno richiesto ulteriori aggiornamenti che allungano inevitabilmente l’iter burocratico. Superata questa fase tutto dipenderà dal rilascio delle ultime autorizzazioni da parte dell’Autorità Portuale e del Comune di Vibo Valentia. Senza questi passaggi, i lavori non possono partire: un limite che non dipende più dall’imprenditoria.
Nel frattempo il cantiere nautico di Porto Salvo è già pronto, completato in ogni sua parte. Ma è un’infrastruttura che oggi resta sospesa in un contesto urbano e industriale che sembra dimenticato dalle istituzioni: collegamenti insufficienti con il porto, assenza di illuminazione, mancanza di rete idrica adeguata e perfino di una connessione in fibra ottica. È difficile immaginare sviluppo dove mancano i servizi essenziali.
La progettazione per la nuova Rada è conclusa e a breve inizierà l’iter autorizzativo per una riqualificazione profonda del lido e della ristorazione, pensata per competere con le migliori realtà del settore.
Proseguono anche i lavori dell’Hotel TLF, già dotato di titoli edilizi e appalti avviati, con obiettivo di apertura entro fine 2026.
L’Hotel Miramare, invece, è stato completato e aprirà ufficialmente nella prossima primavera, diventando la prima testimonianza concreta di ciò che questo progetto può generare se non ostacolato.

Un territorio che dice “turismo” ma continua a muoversi in direzione opposta
Il nodo centrale è uno: la politica locale, nonostante dichiarazioni formali e votazioni consiliari, continua a non offrire un terreno fertile per lo sviluppo.
Nel marzo 2025, sotto la spinta dell’opinione pubblica, il Consiglio Comunale ha finalmente riconosciuto la vocazione turistica di Vibo Marina. Ma quella delibera, ad oggi, resta principalmente un atto simbolico: non è seguita da politiche concrete, né da atti amministrativi che esprimano la volontà di costruire davvero un futuro turistico.
La presenza dei depositi costieri, la cui concessione si avvia al rinnovo per altri vent’anni, rappresenta una contraddizione evidente, quasi paradossale, rispetto a qualsiasi ipotesi di sviluppo ricettivo dell’area.
Il Piano Spiaggia, adottato nel 2014, non è mai stato approvato: undici anni di attesa che hanno scoraggiato investimenti e rallentato l’intero processo di riqualificazione costiera.
Il quartiere Pennello continua ad essere ignorato, nonostante sia un nodo urbanistico che condiziona il presente e il futuro dell’intero waterfront.
L’area industriale di Porto Salvo, infine, è da anni fuori dall’agenda politica, lasciata nell’abbandono proprio mentre ospita una parte delle opere già realizzate dal Gruppo.

Non può esserci sviluppo turistico se le infrastrutture restano ferme agli anni ’90, se i servizi mancano e se le scelte pubbliche vanno in direzione contraria agli investimenti privati.
Un appello chiaro: allinearsi o perdere un’occasione storica
Il Gruppo Cascasi conferma il proprio impegno e la volontà di portare a termine l’intero piano di investimento. Ma è doveroso sollevare un allarme: il permanere di questa evidente mancanza di allineamento tra politica e imprenditoria può mettere seriamente a rischio la fattibilità complessiva del progetto.
Non è una minaccia, ma un dato di realtà: senza atti amministrativi coerenti, senza interventi infrastrutturali minimi e senza una visione condivisa, anche i progetti più solidi possono rallentare fino a diventare insostenibili.
Vibo Marina ha davanti a sé un’opportunità che raramente si ripresenta: trasformarsi in un polo turistico moderno e competitivo. Il Gruppo Cascasi è pronto a fare la sua parte. Ora tocca alle istituzioni dimostrare altrettanta determinazione, responsabilità e consapevolezza del momento storico.
