Cna Vibo: "Più tutele per gli autoriparatori"
Il comparto degli autoriparatori vive un momento di grave difficoltà. A dirlo è la Cna di Vibo Valentia in una nota. "Uno dei problemi che da anni grava sul settore è quello degli acquisti online fatti dai consumatori privati che acquistano all’estero in esenzione del pagamento dell’iva - è scritto in una nota - mettendo in cattiva luce le imprese che all’atto della vendita dei pneumatici sono obbligati ad addebitare correttamente l’iva, che ovviamente grava sul consumatore finale con un incremento del costo del prodotto dell 22%. Oltre al mancato introito dell’Iva si aggiunge il mancato ritiro dei Pfu, Pneumatico Fuori Uso, nei piazzali dei gommisti".
"Le imprese di ricambio e manutenzione delle ruote, hanno le aree destinate al momentaneo stoccaggio delle gomme sature rendendo sempre più difficoltoso lo smaltimento del materiale in esubero con il rischio di subire pesanti sanzioni da parte delle Autorità di controllo", è scritto ancora nella nota.
Francesco Lo Giacco, responsabile territoriale degli autoriparatori della Cna di Vibo Valentia, denuncia “E’ una situazione esplosiva che si protrae ormai da troppo tempo, che crea disagi ormai intollerabili. Le imprese paghino regolarmente la quota relativa al contributo necessario allo smaltimento sugli acquisti dei pneumatici nuovi, ma le gomme usate non vengono ritirate con una frequenza sufficiente a smaltire tutto ciò che le imprese accumulano e si sottolinea che lo pneumatico fuori uso è un rifiuto speciale e come tale richiede un trattamento puntuale ed adeguato. Molte aziende stanno vivendo un momento di particolare difficoltà per un servizio di ritiro degli pneumatici fuori uso non adeguato alle proprie esigenze, quindi vecchi e nuovi problemi che si sovrappongono mettendo a rischio l’attività di chi ha sempre lavorato onestamente. Anche per questo, la Cna di Vibo Valentia rimarca la necessità di maggiori tutele per le imprese che operano nel rispetto delle regole, più controlli sulla filiera di raccolta e sui canali distributivi che immettono sul mercato grandi quantità di pneumatici su cui non viene versato contributo ambientale”.
"Va inoltre evidenziato - continua la nota - che inefficienze ed anomalie possono anche essere riconducibili a fenomeni di illegalità che spesso si annidano nel sistema di gestione degli pneumatici. Questo sistema, che è finanziato attraverso il contributo ambientale versato dagli acquirenti degli pneumatici, dovrebbe garantire rintracciamento, raccolta e recupero di una quantità di Pfu corrispondente agli pneumatici regolarmente immessi sul mercato".
“Questa situazione deve essere affrontata sin da ora perché a breve, tanti automezzi dovranno effettuare il cambio gomme stagionale – sottolinea Lo Giacco – un ulteriore accumulo potrebbe portare a un vero proprio collasso del sistema.
