Secondo l'accusa si sarebbe reso protagonista insieme ad altri tre giovani di una notte di "ordinaria follia" conclusasi con il pestaggio di altri ragazzi inseguiti in auto

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Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha dichiarato cessata la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di Daniele La Grotteria, 21 anni, di Vibo Valentia, arrestato nel luglio scorso per il reato di rapina su ordinanza emessa dal gip Gabriella Lupoli. Il Tribunale, in accoglimento di un'istanza dell'avvocato Giuseppe Di Renzo, ha altresì riqualificato il reato di rapina in quello di furto aggravato.

Daniele La Grotteria

I fatti che vedono coinvolto Daniele Lagrotteria si sono verificati a Vibo Marina nel luglio scorso quando a D.D., inseguito in auto dai quattro giovani vibonesi, oltre alla collanina, è stata sottratta anche l’auto e la somma di 300 euro che era invece custodita nelle borse delle due ragazze che si trovavano sulla Fiat 600 di D.D. insieme ad un altro amico.

Insieme a Daniele La Grotteria, nella vicenda è rimasto coinvolto pure Luigi Federici, 18 anni (avvocato Giuseppe Morelli), che era finito pure lui ai domiciliari, Giuseppe Tomaino, 21 anni (assistito dall’avvocato Francesco Muzzopappa) e Giuseppe D’Ambrosio, 23 anni (difeso dall’avvocato Pamela Tassone), attualmente libero.

Il gip aveva motivato l'ordinanza nei confronti di Federici e Lagrotteria evidenziando nel suo provvedimento che entrambi i giovani sono inseriti in “circuiti criminali” e le loro condotte sono indice di un significativo grado di “proclività delinquenziale”. Sussistendo nei loro confronti “l’attuale pericolo di reiterazione del reato o di analoghe condotte criminose” si era resa necessaria la detenzione ai domiciliari. La riqualificazione del reato in furto da parte del Tribunale del Riesame di Catanzaro ha quindi permesso la remissione in libertà di La Grotteria. (g.b.)

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