Europa Verde – Verdi scende in campo sulla vicenda che in queste ore sta animando il dibattito a Vibo Valentia sulla possibile destinazione dell’investimento del colosso industriale Baker Hughes dopo il ritiro di quest’ultimo dalle lunghe trattative per l’insediamento produttivo nel porto di Corigliano-Rossano.

Lo fa attraverso uno dei due commissari per la provincia di Vibo, Gianpiero Menniti che sul tema fa un richiamo al realismo e a una visione di prospettiva "compatibile con le reali possibilità logistiche e strutturali del porto di Vibo Marina, nella scia delle dichiarazioni oggettive e prudenti del Sindaco Enzo Romeo".

In particolare, per Menniti “occorre comprendere che il rilevante investimento che Baker Hughes intendeva realizzare a Corigliano-Rossano discendeva dalla natura delle produzioni gigantesche (torri per l’estrazione di idrocarburi), moduli attrezzati e direttamente assemblati, verniciati e allestiti direttamente sulla estesissima banchina della quale è dotato il porto dell’alto Ionio cosentino.
Naturalmente, macchine che hanno bisogno non solo di spazi per la loro costruzione ma anche per la loro impegnativa movimentazione, dei ‘grattacieli’ che peraltro necessitano di grandi chiatte che possono attraccare lì grazie a fondali di profondità adeguata. Dunque, una produzione che era stata pensata esclusivamente per il bacino portuale di Corigliano-Rossano. Trasferire a Vibo questo genere d’investimento è dunque ben oltre le ridotte possibilità peculiari del porto tirrenico che pure vanta un importante e storico stabilimento della multinazionale statunitense”.

Aggiunge Menniti: “Faccio queste considerazioni essendomi occupato per due decenni di consulenza organizzativa in gestioni d’impresa e sulla scorta di una verifica preventiva delle fonti che, peraltro, sono note”.

Ciò nonostante, l’occasione rimane propizia e su questo si sofferma più diffusamente Gianpiero Menniti: “L’utilizzo dell’area molto vasta alle spalle delle banchine Buccarelli e Papandrea, anche se non sopperisce funzionalmente alle esigenze richieste dall’iniziativa produttiva in questione, può rappresentare un’eccellente proposta di sostanzioso ampliamento e diversificazione della produzione in essere nello stabilimento Baker Hughes di Portosalvo. Si tratta di ragionare in questa prospettiva e di avviare una seria interlocuzione con l’Autorità di Sistema Portuale, Regione e Ministeri interessati, per innovare e ampliare la vocazione industriale del porto di Vibo, senza intaccare l’area del bacino destinata ai servizi turistici e del diporto, inserendo nella questione l’ottima intuizione di dare corso allo sviluppo di un piccolo distretto (da incentivare con dotazioni ministeriali e gli investimenti legati alla ZES che sta davvero decollando nel Mezzogiorno) per la produzione di imbarcazioni propriamente destinate al diporto. E in questo solco, implementare la scuola di alta formazione per il comparto piccolo e medio industriale a Vibo che è tra i più significativi punti programmatici del nuovo Sindaco che conosco e stimo come persona dotata di concreto pragmatismo. Lo affiancheremo su questo modello di fattivo, oggettivo e auspicabile sviluppo della vicenda”.