«La Leopolda 2016 ha discusso e lanciato la sfida forse più difficile di
tutte le sue edizioni precedenti: la riforma costituzionale. Oggi è di moda
essere "contro", a prescindere dai contenuti, a prescindere dalle
conseguenze. È di moda essere contro anche verso chi propone di cambiare
quel sistema che ha sempre rallentato la maturazione della democrazia
italiana, lasciando che questo Paese resti perennemente diviso in due dopo
ogni elezione, senza veri vincitori né vinti. La conseguenza è
un'instabilità politica e un'incapacità di agire che da sempre frenano
l'Italia come una zavorra. La riforma costituzionale promossa dal Governo
Renzi, combinata con la nuova legge elettorale, promuove innanzitutto
l'adozione di un principio finora alieno alla politica italiana: chi vince
governa davvero. E lo fa senza compromettere le garanzie democratiche che
assicurano il bilanciamento dei poteri e il ruolo delle minoranze, ma
riducendo drasticamente i costi della politica e dando maggiore
rappresentatività ai territori. Ecco perché al referendum voterò Sì. Ecco
perché anche chi non condivide la politica di Renzi farebbe bene a
riflettere sul vero significato di questo voto, che non può essere ridotto
a un sondaggio sul gradimento del premier. In gioco c'è il cambiamento che
da tanti, troppi anni, auspichiamo. In gioco c'è il futuro stesso del
Paese, che qualora perdesse questa occasione sciuperebbe forse l'unica
opportunità concreta che sinora ha avuto per diventare finalmente una
democrazia compiuta».