Sono stati attivati tre nuovi posti letto presso il reparto di Medicina interna dell'ospedale di Serra San Bruno. A comunicarlo è il sindaco, Alfredo Barillari, che commenta: "Si tratta di un piccolissimo passo avanti rispetto alle esigenze del territorio, ma pur sempre un tassello.
Se ne devono attivare altri: l’obiettivo è di arrivare a un totale di 26 posti letto tra medicina e lungodegenza, che porrebbero il nostro ospedale sullo stesso livello di altri presidi ben più grandi".
"Serve il personale, ma non solo per il reparto di Medicina- prosegue Barillari-. È fondamentale, infatti, garantire i servizi di radiologia, attualmente in ginocchio su tutto il territorio provinciale e che vedono centinaia di referti fermi per la carenza di radiologi. Un tema che evidenzierò con forza, domani, alla presenza di tutti i 50 primi cittadini della provincia in una Conferenza dei sindaci estremamente necessaria, visto il momento critico della sanità, che risente oggi della mancata programmazione, almeno, dell’ultimo decennio.
Sulla battaglia per il diritto alla salute, come ho ribadito più volte, non ci possono essere divisioni. Un segnale chiaro già emerso nel corso del consiglio comunale aperto dedicato all’ospedale, durante il quale si sono confrontati attori istituzionali, cittadini e medici del territorio.
L’attenzione deve restare alta, l’impegno di tutti deve dare le giuste risposte ai cittadini. Ben venga l’atteggiamento battagliero: probabilmente, se fosse emerso con più vigore nelle istituzioni quando i servizi venivano soppressi, oggi la situazione potrebbe essere meno drammatica".
E la voce dei primi cittadini delle Serre si sta alzando: si sono schierati a difesa dell'ospedale il sindaco di Brognaturo, Rossana Tassone; il sindaco di Simbario, Ovidio Romano; il sindaco di Nardodipace, Antonio Demasi; il sindaco di Vallelonga, Abdon Egidio Servello. Si sta denunciando, in particolare, la grave carenza di personale medico-sanitario praticamente in tutti i reparti e lo smembramento dei servizi di emergenza-urgenza, che stanno diventando inesistenti.