“Volontà di distogliere l'attenzione dai problemi reali, mania di protagonismo, esigenza di nascondere ritardi ed omissioni, pura propaganda”. Con queste parole Maria Rosaria Franzé e Nency Rachiele, esponenti del gruppo Serra al centro, bocciano senza mezzi termini la proposta del sindaco Alfredo Barillari di valutare un ritorno di Serra San Bruno sotto la Provincia di Catanzaro.

Secondo il movimento, l’idea non porterebbe alcuna utilità concreta per la comunità. Le due rappresentanti ricordano che, dopo la riforma Del Rio, le Province sono state “stravolte e svuotate, ridotte a enti con pochissime reali competenze”. Le loro funzioni — spiegano — riguardano essenzialmente “edilizia scolastica delle scuole superiori, viabilità secondaria e poche funzioni residue”, troppo limitate per immaginare ricadute significative sul territorio.

Franzé e Rachiele sottolineano inoltre che “il passaggio con la Provincia di Catanzaro non avrebbe alcuna ricaduta, né economica né sanitaria”. Per chiarire il concetto, propongono un paragone teorico con realtà ben diverse come le Province autonome di Trento e Bolzano, dove i poteri e i margini d’azione sono incomparabili con quelli degli enti provinciali ordinari. “Un cambio di Provincia con identici poteri — rimarcano — non migliorerebbe in alcun modo le prospettive di sviluppo di Serra”.

A questo si aggiunge, secondo il gruppo, un ulteriore ostacolo: “oggi mancherebbe anche la continuità territoriale necessaria per il passaggio da una Provincia all'altra”.

Da qui l’invito rivolto al sindaco Barillari a concentrare le energie su questioni ritenute davvero urgenti. In primis, la battaglia per il ripristino del Reparto di Dialisi, servizio essenziale per numerosi pazienti “che con le lacrime agli occhi” — ricordano — hanno chiesto di veder garantito il proprio diritto alle cure. Altro tema sollevato è la necessità di “fare chiarezza sulla potabilità dell’acqua”, definita una questione seria e prioritaria.

“Piuttosto che dedicarsi alla propaganda elettorale — concludono Franzé e Rachiele — il sindaco dovrebbe occuparsi dei problemi veri della comunità, che attendono risposte e soluzioni concrete”.