Vibo, sciopero della fame di un commerciante: "Non posso più aspettare" (VIDEO)
Attività commerciali e imprenditori portati quasi a morire per colpa di una burocrazia lenta che sembra "prendere in giro" chi chiede aiuto. Giuseppe Mariano Iennarella, titolare della nota birreria “Novepercento" di Vibo Valentia, ha deciso di chiudere momentaneamente il locale e ha iniziato uno sciopero della fame che andrà avanti fino a quando non arriveranno i ristori previsti dal Decreto Conte, che dovevano essere erogati già a novembre.
La forte protesta.
"Il motivo della chiusura è la protesta, l'inizio dello sciopero della fame, a causa del fatto di non aver ricevuto i ristori. In una situazione economicamente delicata come l'attuale - spiega ai nostri microfoni - non è nelle mie possibilità aspettare soltanto un attimo in più". Una protesta forte, uno sciopero della fame che consuma le forze, ma che sembra l'unico modo per vedere riconosciuto un diritto. Un gesto coraggioso che lo porta a essere stanco quando risponde alle nostre domande, ma non demorde e continua a portare avanti la sua lotta per ottenere, semplicemente, quello che gli spetta: un piccolo ristoro - non si parla certo di grandi cifre - che aiuterebbero ad andare avanti e a pagare qualche bolletta del locale.
"Sapore di presa in giro".
Il signor Iennarella ha provato a parlare con chi gli Enti preposti ma "ho avuto solo delle false rassicurazioni": "Mi riferisco al dottor Pellegrini, direttore regionale dell'Agenzia dell'entrate, che circa 10 giorni fa mi aveva rassicurato sull'immediata erogazione dei ristori. Si parlava di tempi tecnici dell'esecuzione di un semplice bonifico, che con i tempi di oggi arriva in un giorno, mettiamo tre", ma non aver ricevuto nulla dopo 10 giorni "ha il sapore di una presa in giro".
La politica resterà in silenzio?
Quello che amareggia di più, ci racconta, "è che, anche in una situazione economicamente drammatica che riguarda tutti, ci siano ancora apparati amministrativi che continuano a lavorare con il modo di fare che hanno sempre avuto". In un periodo storico come quello che stiamo vivendo tutto questo "amareggia e scoraggia molto". La politica - parlamentari, consiglieri regionali, assessori e consiglieri comunali - e le istituzioni tutte, cosa faranno? Accoglieranno il grido di protesta di un commerciante vibonese o resteranno, ancora una volta, in silenzio?
