carcere-9.jpg
carcere-9.jpg

Otteneva o si faceva promettere somme di denaro da detenuti o dai loro familiari per introdurre in carcere telefonini cellulari. E’ l’accusa mossa ad un agente della Polizia penitenziaria in servizio nel carcere di Crotone, arrestato con contestuale esecuzione di un decreto di sequestro preventivo.

I reati ipotizzati nei confronti dell’agente sono corruzione, rivelazione di segreti d’ufficio, falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, falsità ideologica e accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti.

Il provvedimento scaturisce da un’indagine durata oltre due anni e condotta dalla Squadra mobile di Crotone e dal Servizio centrale operativo con il coordinamento della Procura diretta da Domenico Guarascio. L’agente, secondo l’accusa, oltre a portare telefoni cellulari ai detenuti, avrebbe divulgato informazioni coperte da segreto d’ufficio e avrebbe introdotto all’interno dell’istituto penitenziario apparecchi telematici che consentivano ai detenuti di avere rapporti con l’esterno.