Il sottufficiale dell’Arma dei Carabinieri Michele Ferrante, accusato dalla Procura della Repubblica di Paola di perquisizione e ispezione personali arbitrarie, lesioni personali aggravate, minacce e abuso d’ufficio è stato condannato a due mesi.

I fatti risalgono al 26 maggio 2016, quando il militare era in forza alla stazione di Paola, prima di essere trasferito a Cosenza, e durante un momento di campagna elettorale, avrebbe condotto un’azione contro Davide Di Domenico, cittadino fulcadese noto per il suo attivismo ambientalista.

Il pubblico ministero aveva chiesto una pena di due anni e sei mesi di reclusione, accuse che però il collegio giudicante non ha accolto nella loro totalità, derubricandone gran parte «perché il fatto non sussiste».