Nel mirino del consigliere regionale della Casa della Libertà un decreto commissariale dello scorso sedici dicembre. 

La sanità continua ad essere la principale palla al piede della politica regionale. per un verso o per un altro, il settore che assorbe il 63% delle risorse, finisce sempre per creare più di qualche grattacapo a chi la gestisce. Troppo spesso si agisce in extremis, senza tenere conto della delicatezza delle questioni. Ne è convinto il consigliere regionale Giuseppe Mangialavori che pone sotto la lente d'ingrandimento un decreto: “Linee guida per l'adozione degli atti aziendali delle Aziende del servizio sanitario della Regione". Tale atto s’incardina "in una politica sanitaria regionale di più ampia portata che appare - spiega Mangialavori - deficitaria e incoerente. E lo è, in modo particolare, per il Vibonese che fra il depotenziamento di un servizio, tagli su varie strutture e carenze croniche di personale appare, ancora una volta penalizzato".

Due gli aspetti che colpiscono di più. "Il primo riguarda quello generale: a causa di tali fragilità, sempre più vibonesi sono costretti a curarsi lontano dal proprio luogo di residenza. Il secondo concerne la nuova struttura ospedaliera che richiederà ingenti investimenti". Quest’ultimo aspetto merita particolare attenzione e consente a Mangialavori di porre una serie di quesiti.  "Come si può pensare - si chiede  - di costruire un nuovo presidio ospedaliero e poi, contemporaneamente, depotenziare l’offerta sanitaria che dovrebbe essere data dal nuovo nosocomio? Un edificio ospedaliero nuovo risulterà efficiente se all’interno verranno inserite conoscenze, know-how degne di rilevante profilo. Ancora una volta, insomma, registrano lacune tangibili e disomogeneità politiche destinate a una sostanziale incidenza negativa sulla comunità di riferimento".