"La Calabria sta vivendo i suoi momenti difficili, con i numeri dell'infezione in crescita ora dopo ora e un non meglio definito stato di organizzazione. Dall'istituzione dell'unità di crisi e della task force per affrontare l'emergenza sono passate ormai settimane. Fermo restando i protocolli, le direttive e le misure adottate dal Governo, al netto delle ordinanze e dei bollettini medici, in che modo è organizzata la Regione Calabria?". A porre la domanda è il consigliere regionale del Partito democratico Luigi Tassone, che aggiunge: "Le restrizioni adottate poche ore fa dalla Regione e poi dal Governo per contenere i flussi straordinari non saranno risolutive. Certo potranno impedire l'ulteriore crescita della curva del contagio, ma non è abbastanza. Il mese scorso abbiamo assistito a tre grandi ondate di rientro, che avrebbero meritato allora un controllo maggiore rispetto alla semplice autodenuncia".

Basta proclami, aiutare gli operatori sanitari. "Il momento delle dichiarazioni sulla stampa - prosegue il consigliere regionale - sta terminando, insieme ai tempi utili per rendere operativa una struttura tale da gestire l'eventuale aggravarsi del quadro. Adesso la priorità è mettere medici e infermieri nelle condizioni di poter lavorare in sicurezza. Questo è il messaggio che proviene da più parti del territorio, da ordini professionali, amministratori e personale sanitario".

Domande sulla gestione dell'emergenza. "Quali sono le iniziative intraprese dalla Regione? Che tipo di lavoro si sta portando avanti con le ASP e con quali obiettivi? Che forme di collaborazione sono state costruite con i soggetti privati? La Regione sta investendo risorse proprie per sopperire o integrare la carenza di dispositivi di protezione individuale? Dai dati della Protezione Civile calabrese si evidenzia che il numero crescendo dei contagi nasca proprio dai contatti con i membri dello stesso nucleo familiare. Rimane primaria l'adozione di una strategia di prevenzione adeguata, in grado di tracciare e bloccare la diffusione dell'agente infettivo e, allo stesso tempo, utile per compensare e ridurre i costi derivanti dall'ospedalizzazione. Si è valutata la possibilità di un utilizzo più esteso dei tamponi o l'esecuzione di test siero-immunologici per il personale sanitario e per campioni di popolazione? È stata valutata l'ipotesi di un piano per consentire il corretto isolamento dei pazienti asintomatici o con sintomi lievi e per il personale sanitario?"

Pronta un'interrogazione in Consiglio regionale. "È possibile bloccare la catena del contagio, facendo ricorso al buon senso e ad azioni concrete. Occorre fare un ulteriore sforzo, prima che si arrivi fuori tempo massimo" conclude Tassone, annunciando la presentazione - per il prossimo Consiglio regionale che si terrà il 26 e 27 marzo - di un'apposita interrogazione a risposta scritta per ottenere dal Presidente della Giunta "le risposte che i calabresi chiedono: l'informazione è fondamentale ed è doveroso mettere a conoscenza le istituzioni e l'opinione pubblica sulle scelte che si stanno compiendo".