Tentata estorsione e minaccia ai carabinieri, pm Vibo chiude le indagini
Due gli indagati. Ex latitante accusato anche di diverse violazioni del regime della sorveglianza speciale
Tentata estorsione, minaccia a pubblico ufficiale e violazione degli obblighi inerenti la sorveglianza speciale. Questi i reati per i quali il pm della Procura di Vibo Valentia, Benedetta Callea, ha chiuso le indagini nei confronti di Francesco Maiolo, 37 anni, e di Cosmo Damiano Inzitari, 39 anni, entrambi di Acquaro. Per la prima contestazione, quella di tentata estorsione, Maiolo ed Inzitari sono accusati i due avrebbero cercato di costringere C.C. a pagare indebitamente la somma di mille euro, raggiungendo il malcapitato sin dentro caso e dandogli poi un tempo di dieci giorni per pagare quanto richiesto. Quindi, non ottenendo il denaro, a bordo di un'auto i due indagati nel 2014 avrebbero affiancato la vittima che si trovava a bordo di un trattore bloccandogli la strada, strattonandolo poi dalla maglietta ed intimandogli ancora una volta la consegna dei soldi. Sarebbero poi seguite telefonate con la richiesta di denaro.

Il solo Francesco Maiolo - già condannato nell'inchiesta "Luce nei boschi"
deve poi rispondere del reato di minaccia nei confronti dei carabinieri in quanto nel corso di un controllo eseguito nella sua abitazione nel novembre 2014 dove si trovava ristretto in regime di arresti domiciliari, a seguito di violazioni alla sorveglianza speciale, avrebbe minacciato due militari dell'Arma della Stazione di Arena, per costringerli ad omettere il controllo, profferendo al loro indirizzo le seguenti parole: "La prossima volta che fate tutto sto casino io vi sparo, avete capito? Io ve lo sto dicendo adesso e non ve lo dico più, non vi permettete più sennò vi sparo, quanto è vero vi sparo".

Francesco Maiolo è infine accusato di aver violato gli obblighi inerenti il regime di sorveglianza speciale accompagnandosi a Cosmo Damiano Inzatari, "soggetto plutipregiudicato" e Cristian Capomolla, soggetto "sottoposto alla misura di prevenzione dell'avviso orale di pubblica sicurezza". Avrebbe poi violato l'obbligo di non rincasare la sera più tardi delle ore 21 e di non uscire la mattina prima delle ore 7. Contestazioni che sarebbero state commesse ad Acquaro e Dasà in un arco temporale ricompreso fra l'agosto 2014 e il maggio 2015.
I due indagati avranno ora 20 giorni di tempo per chiedere al pm di essere interrogati o per presentare attraverso i rispettivi legali, delle memorie difensive. Cosmo Inzitari è difeso dall'avvocato Antonio Barilaro. (g.b.)
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