Forza Italia, tramite il gruppo de I liberali per Vibo, è il principale azionista dell'amministrazione comunale guidata da Elio Costa. Ma c'è una voce fuori dal coro. E' quella di Alfonso Grillo, area Aiello-Gentile, che continua ad infierire sull'esecutivo guidato dall'ex magistrato: "Non posso esimermi  - scrive in una nota - dall’intervenire su una questione alla quale, durante il mio mandato in Consiglio Regionale, coinciso con la crisi di Italcementi, e anche successivamente, ho dedicato la mia attenzione sia a livello politico che umano, ben coscio delle gravi ripercussioni economiche e sociali che la chiusura del sito avrebbe procurato al territorio. Ho tentato di convincere all’epoca l’amministrazione comunale, cogliere l’opportunità della crisi per riconvertire il sito investendo sul turismo era e rimane l’idea che aveva suscitato un certo interesse nel governo regionale e negli investitori privati. Ciò perché credevo, e credo ancora, che Vibo Marina possa rinascere solo da una proposta turistica diversificata e competitiva che vede il sito di Italcementi ed il porto coinvolti in un progetto organico. L’idea di Costa di riconvertire il sito in centro agroalimentare, ora, come allora, non mi convince, tuttavia avevo accarezzato l’idea che almeno si potesse giungere alla messa in sicurezza dell’area, ed eliminare l’impatto ambientale che deturpa l’immagine della cittadina tirrenica. Ripetuti e vani sono stati i miei appelli all’amministrazione in questi due anni, fallita ogni proposta al Sindaco per aprire un tavolo e per trovare una soluzione con la società proprietaria. Oggi le disarmanti dichiarazioni del Sindaco Costa, a margine del servizio della nota trasmissione “Striscia la notizia”, sulla struttura in abbandono da 6 anni, suonano come una resa, e cosa più grave, alimentano sfiducia e preoccupazione".




"Nel ricordare che in quella azienda si lavoravano metalli altamente inquinanti in presenza di polveri sottili derivanti dalla lavorazione del cemento, vorrei sperare che le dichiarazioni del sindaco che attestano: “con assoluta certezza, che il sito è sicuro e nessun danno può derivare per i cittadini” non si basino su una autocertificazione rilasciata dalla proprietà ma da studi approfonditi e da un monitoraggio scrupoloso eseguito da esperti. Avendone annunciato l’esistenza non avrà alcun problema Costa a pubblicarlo, ritengo infatti, trattandosi di pubblica incolumità, necessario informare i cittadini, se non altro per fugare ogni dubbio e sopire ogni nascente polemica.

Comunque a prescindere dal monitoraggio sul danno ambientale, per il quale attendiamo fiduciosi la sua pubblicazione, rimane comunque da capire come si intende procedere con la bonifica del sito e con l’impatto ambientale. Così come bisogna intervenire per eliminare situazioni che impediscono la fruibilità delle vie pubbliche ed eliminate lo scadimento della qualità urbana. Agisca nella sua qualità di Ufficiale di Governo, nell’interesse della collettività, se è necessario coinvolgendo Prefettura e Procura della Repubblica; obblighi la società a bonificare e a dismettere il sito tenendo conto che non può reggere l’alibi che l’area è di proprietà privata, perché comunque non può essere lasciata nell’abbandono e nel degrado".