La sanità calabrese respira, quasi 1500 assunzioni. Ma a Vibo i posti sono meno di 100
Numeri che esemplificano un quadro a tinte fosche ed evidenziano una volta di più la difficoltà dello stato a garantire il diritto alla salute in maniera capillare e non a macchia di leopardo, anche in periferia
Per la sanità calabrese una boccata d’ossigeno, un sospiro di sollievo dopo il lungo periodo di stallo durato oltre cinque mesi. Quella vibonese, invece, è il caso di ribadirlo, pare destinata a rimanere attaccata chissà per quanto tempo ancora al respiratore artificiale. Con tre decreti (Dca n. 111-112-113) il commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro Massimo Scura ha sbloccato sostanzialmente 1495 assunzioni. Di queste, la gran parte verranno effettuate - scrive questa mattina la Gazzetta del Sud - con l’espletamento di apposite procedure concorsuali. Rimarrà da assegnare una quota che sarà oggetto di contrattazione con le aziende sanitarie della regione. Si tratta di 380 figure ancora da autorizzare. Ma sul territorio provinciale, tra lo Jazzolino e gli ospedali di Serra San Bruno e Tropea passando per l’Azienda sanitaria provinciale in senso stretto, non si arriverà neppure complessivamente neppure a 90 unità. Numeri che esemplificano un quadro a tinte fosche ed evidenziano una volta di più la difficoltà dello stato a garantire il diritto alla salute in maniera capillare e non a macchia di leopardo, anche in periferia.
La suddivisione a Vibo. Ma veniamo ai numeri che in questi casi sono molto più significativi di mille proclami e suonano già quasi come una sentenza su anni di tagli dei servizi e razionalizzazione della spesa pubblica. Il Dca n.111 ha autorizzato 68 assunzioni nel Vibonese su 795 posti previsti. I primari (direttore medico di struttura complessa) saranno tre e verranno destinati ai reparti di Neurologia, Pediatria e Terapia intensiva. Undici, invece, i posti di dirigente medico. Per l’esattezza 5 saranno destinati al Pronto Soccorso (Mcae), 1 al reparto di Pediatria, 2 a Radiologia, 3 a Terapia Intensiva. In Mcae (Obi) verranno assunti inoltre sei infermieri.
La suddivisione in provincia. Al presidio ospedaliero di Serra San Bruno è prevista, poi, l’assunzione di 2 dirigenti medici-anestesisti e di 4 medici di Pronto Soccorso. Situazione molto simile se si passa dall’entroterra sul litorale vibonese. Il Dca 111 prevede che a Tropea siano assunti 2 medici anestesisti, 4 medici di Pronto soccorso e 1 medico per l’unità di Radiologia. Numeri più consistenti ovviamente per quanto concerne gli altri profili professionali: disco verde con il decreto sottoscritto dal commissario e dai tre direttori generali del dipartimento di Tutela della Salute, anche alla selezione di 12 infermieri e di 23 operatori socio-sanitari. In totale, 68 assunzioni su un totale di 795 già autorizzate subito con il Dca 111.
Il Dca 112. La musica non cambia guardando al Dca 112. In questo caso si prevede un’ostetrica nel reparto di Ostetricia e ginecologia e ancora 1 per Gastrenterologia, 1 per Anestesia, 1 medico radiologo e 1 tecnico sanitario di radiologia. Buone notizie arrivano invece per la Centrale operativa del 118. Con lo sblocco delle assunzioni arriveranno 8 nuove unità. Previsti pure 5 nuovi infermieri. Cambio della guardia anche in farmacia, con l’arrivo di 1 direttore e di 1 dirigente farmacista. Venti nuove figure su un totale di 147 assunti tra il Pollino e lo Stretto da impiegare in screening oncologici, istituti penitenziari ed assistenza territoriale.
E siamo al Dca n.113 che autorizza su scala regionale l’assunzione di 173 figure professionali. Una torta che in questo caso viene ad essere divisa tra le tre principali province che lasciano le briciole a Vibo Valentia e a Crotone. Ma vediamo nel dettaglio cosa accadrà sul territorio provinciale. Verranno individuati 2 dirigenti amministrativi all’Asp, 1 direttore farmacista all’ospedale Jazzolino ed 1 tecnico di laboratorio biomedico per il servizio trasfusionale. Insomma, al territorio provinciale andranno 2 delle 136 assunzioni immediate ed altre due delle 37 rimanenti. Un bottino abbastanza magro per un sistema sanitario che da anni “respira” molto a fatica e, soprattutto in alcuni periodi dell’anno, va sistematicamente in affanno per la mancanza di uomini e mezzi.
