Coronavirus, boss mafiosi scarcerati: il ministro Bonafede studia un intervento
Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede sta studiando una norma che consenta ai magistrati di sorveglianza di rivalutare le scarcerazioni già disposte di boss della criminalità organizzata alla luce del mutato quadro dell'emergenza Coronavirus. Lo si apprende in ambienti di via Arenula.
Gran parte delle scarcerazioni sono state disposte per gravi patologie, ma molte ordinanze fanno esplicito riferimento all'emergenza da Covid-19. Si tratterebbe di centinaia di boss scarcerati in tutta Italia. A lasciare il carcere per gli arresti domiciliari, nei primi giorni di aprile, anche Vincenzino Iannazzo "U Moretto" di Lamezia. Il provvedimento era stato emesso “in relazione alla compatibilità del regime carcerario, rispetto alle condizioni di salute, e in considerazione dell'attuale emergenza epidemiologica”.
Fratelli d'Italia: "In fumo 30 anni di lotta alla mafia"
"La misura è colma! Lascia il carcere e torna a casa anche Cataldo Franco, il carceriere del piccolo Giuseppe Di Matteo, tenuto segregato per 26 mesi e poi strangolato e sciolto nell'acido. Un delitto orrendo, voluto dai corleonesi di Totò Riina e dei fratelli Brusca, per colpire il padre del ragazzino, diventato collaboratore di giustizia". E' quanto affermano il segretario della Commissione antimafia Wanda Ferro e gli altri parlamentari di Fratelli d'Italia nell'organismo parlamentare Luca Ciriani e Antonio Iannone. "Perché il presidente Conte non mette la faccia anche su questo? Perché va in tv soltanto per autocelebrarsi e raccontare compiaciuto come l'Italia sia un modello per il mondo, quando il suo governo passerà alla storia per essere quello che ha mandato in fumo trent'anni di lotta alla mafia, calpestando il sacrificio di magistrati e appartenenti alle forze dell'ordine che hanno dedicato la loro vite per fare finire in carcere quei mafiosi che oggi stanno tornando a casa. Il presidente Conte - chiedono i parlamentari di Fratelli d'Italia in Commissione - venga a riferire in Parlamento sui 376 mafiosi e narcotrafficanti che stanno lasciando le proprie celle con la scusa del coronavirus, dica se è in grado di bloccare questa ondata di scarcerazioni, e dica se lo Stato intende ancora combattere la mafia o se ci è sceso a patti".
