Un gesto definito grave e incomprensibile ha colpito uno dei simboli naturali e identitari di Pizzo Calabro. Nella mattinata odierna, una maestosa araucaria secolare, alta circa 30 metri e con un’età stimata tra i 120 e i 140 anni, è stata drasticamente capitozzata su iniziativa privata, compromettendone irrimediabilmente il valore paesaggistico e storico.

L’intervento dei militari dell’Arma dei Carabinieri ha evitato che l’albero venisse completamente abbattuto, ma non è bastato a salvaguardarne la monumentalità, oggi gravemente danneggiata. L’esemplare rappresentava un punto di riferimento per la comunità, oltre che un elemento distintivo del centro storico.

A denunciare con forza l’accaduto è l’Italia Nostra, sezione di Vibo Valentia, che parla apertamente di “atto di sfida alla bellezza e alla legalità”. Secondo l’associazione, la decisione di pochi soggetti privati ha cancellato un patrimonio che avrebbe potuto diventare un ulteriore richiamo turistico per la città.

Paradossale, sottolineano, che proprio mentre era in corso l’iter per il riconoscimento ufficiale dell’albero come monumentale presso la Regione Calabria, si sia arrivati a un intervento così invasivo. Solo due settimane fa, infatti, il Comune aveva avviato la procedura, supportata da una relazione tecnica dettagliata e da un sopralluogo del Corpo Forestale, che attestavano il possesso di numerosi requisiti previsti dalla legge.

L’araucaria, spiegano gli esperti, presentava caratteristiche uniche: dimensioni imponenti, valore storico-culturale consolidato nel tempo, forte impatto paesaggistico e una funzione quasi “architettonica” nel tessuto urbano, fungendo da elemento identitario e visivo del centro storico. Un vero e proprio unicum, difficilmente replicabile.

Dura anche la riflessione sul piano economico: secondo l’associazione, la presenza dell’albero avrebbe potuto rappresentare un valore aggiunto persino per iniziative imprenditoriali future, molto più distintivo rispetto a soluzioni standardizzate.

Ora si attende una risposta delle istituzioni. Italia Nostra chiede l’intervento immediato della Procura della Repubblica e invita cittadini e associazioni a mobilitarsi per difendere il patrimonio ambientale e culturale.

“La tutela della monumentalità arborea – si legge – lascia ora spazio alla tutela della legalità violata”. Una vicenda che rischia di avere ripercussioni non solo locali, ma anche sull’immagine dell’intero territorio calabrese.