Nei giorni scorsi l'uccisione a San Costantino di un meticcio amato da tutta la comunità

Trappole illegali disseminate per uccidere animali. È quanto scoperto dalle Guardie Ecozoofile di Fareambiente Crotone che ieri sono state allertate dall'associazione Argo onlus di Cirò Marina dopo che in uno studio veterinario della cittadina è stato ricoverato d’urgenza un cane di piccola taglia ritrovato, in un fondo agricolo, ferito ed intrappolato ad un cappio metallico. Da qui, sono scattati i controlli degli agenti del Distaccamento di Cirò Marina, raggiunti poi da una pattuglia della Direzione Provinciale del capoluogo, che ha permesso di individuare altri due cappi in ferro, posizionati lungo la recinzione del terreno, utilizzati presumibilmente per la cattura della fauna selvatica di piccola e media taglia. I cappi sono stati sequestrati e dell’accaduto è stata inoltrata una notizia di reato a carico di ignoti per i reati di maltrattamento di animali e caccia con mezzi vietati. Sono in corso delle indagini per cercare di risalire agli autori della pratica illegale.

Da Crotone a Vibo. Da una parte all'altra non cambia la cronaca, che si fa ancora più cruenta nel Vibonese, a San Costantino Calabro, dove un cane è stato ucciso con due colpi di arma da fuoco. In questo caso, si trattava di un meticcio che era anche stato adottato dal paese, Birillo, a cui tutti volevano bene e che nei giorni scorsi è stato ucciso, mentre si trovava lungo una strada che da San Costantino porta a Francica. A sentire gli spari era stata una donna che accorsa sulla strada aveva visto l'animale fuggire. Una volta trovato ferito, alla fine, non c'era stato niente da fare per lui, nonostante la corsa dal veterinario di Enrico Mercatante – che con la sua famiglia lo accudiva - e che ha anche presentato denuncia ai carabinieri della Stazione di San Costantino. Un'ennesima storia di barbarie che si consuma nel Vibonese, dove a fronte dei tanti volontari e cittadini che amano gli animali, continuano ad esserci tanti incivili e disumani. Ultimo caso che aveva scosso la comunità era stato quello di Billi a Zungri.