Vibo, Rifondazione Comunista all’attacco: «Amministrazione Romeo fallimentare»
Il circolo “Arcella” denuncia lo stallo della giunta di centrosinistra: «Città affogata dai disservizi mentre la politica si spartisce le poltrone tra veti e gruppi di potere»
A quasi due anni dall'insediamento della giunta di centrosinistra guidata da Enzo Romeo, il bilancio tracciato dal circolo cittadino di Rifondazione Comunista è senza appello. Le promesse di "cambiamento epocale" che avevano caratterizzato la campagna elettorale sembrano ormai un lontano ricordo, sostituite – secondo il partito – da una gestione paralizzata e distante dai bisogni reali della cittadinanza.
La denuncia del Circolo "N. Arcella" punta il dito contro le logiche interne alla coalizione: «La giunta Romeo è ostaggio di veti incrociati e faide interne», si legge nella nota. Secondo Rifondazione, la distribuzione degli incarichi non seguirebbe criteri di merito o risultati, ma sarebbe il frutto di una spartizione basata sul "peso elettorale" dei vari gruppi di potere. «Mentre la politica litiga per accomodare amici, parenti e creditori – accusano i comunisti – la città reale affonda in un mare di emergenze inaccettabili».
Il comunicato elenca punto per punto le criticità che tormentano quotidianamente i vibonesi: «Rubinetti a secco per giorni e, quando l'acqua arriva, è spesso giallastra e inutilizzabile. Le bollette, però, arrivano puntuali: oltre al danno, la beffa», sottolineano dal circolo. «Le Marinate continuano a finire sott'acqua ad ogni pioggia, segno di una mancanza totale di programmazione e manutenzione. Il commercio locale è in agonia, con una desertificazione del tessuto produttivo che procede nel silenzio delle istituzioni». E ancora: «La povertà è in costante crescita, con migliaia di famiglie costrette a rivolgersi al volontariato per i beni di prima necessità».
Rifondazione Comunista assicura che non resterà a guardare quello che definisce un "mercante d'interessi di bottega". L'attacco finale è rivolto a quel «gruppo di potere prepotente» che da decenni terrebbe in scacco Vibo Valentia attraverso il trasformismo.
«Chiediamo che si smetta di mercanteggiare su privilegi e riconoscimenti», conclude la nota del Circolo "Arcella". «Bisogna restituire la politica ai cittadini affinché torni a occuparsi dei problemi reali di una comunità che, nonostante i vostri metodi, resiste».
