Cinque anni fa la scomparsa di Francesco Vangeli
Sono passati cinque anni da quando la vita di Elsa Tavella e della sua famiglia è cambiata per sempre. Era il 9 ottobre del 2018 quando il figlio Francesco Vangeli è uscito di casa (a Scaliti di Filandari) per andare ad un appuntamento e non è più tornato.
Secondo le ricostruzione della Direzione distrettuale Antimafia di Catanzaro, il giovane è stato attirato in un tranello, ferito mortalmente con un colpo di fucile, chiuso in un sacco di plastica e ancora agonizzante gettato nel fiume Mesima. Ad ucciderlo sarebbero stati i due fratelli di San Giovanni di Mileto, Giuseppe e Antonio Prostamo. Il primo è stato condannato in appello a 17 anni e 6 mesi di reclusione ma il pm aveva chiesto una condanna a 30 anni; al secondo sono stati invece inflitti 30 anni di reclusione dalla Corte d’assise di Catanzaro nel processo celebrato con rito ordinario. Assolti invece gli “amici” di Francesco Vangeli ovvero Alessio Porretta e Fausto Signoretta, processati dinnanzi al Tribunale collegiale di Vibo Valentia. Archiviata invece la posizione dell’ex fidanzata Alessia Pesce, che sarebbe stata la causa dei dissidi tra Vangeli e i fratelli Prostamo. La ragazza, infatti, fidanzata di Vangeli, era contesa anche da uno dei Prostamo. Il corpo di Francesco Vangeli non è stato mai trovato.
Nel giorno della tragica ricorrenza questo il messaggio di mamma Elsa affidata ai social: “La morte della persona che ami più della tua stessa vita, ti lascia lo strazio del dolore, il vuoto dell’ assenza.. Non trovi un’ esatta definizione al vuoto che provi…”, scrive su Facebook Elsa Tavella. “Rifiuti di rassegnarti a quel vuoto incolmabile, perché non vuoi… perché non puoi… perché non ti senti più normale. Ti senti amputata nello spirito, nel cuore, nel corpo… Ti senti una diversa… Hai il mondo ma non ti appartiene… Folle ti circondano ma senti la solitudine che ti opprime.. senti il vuoto lasciato da quella assenza … Se ti guardi attorno vedi il tutto, hai tutto.. ma nel tutto ti manca la cosa più importante…ti manca il bene più grande, il più prezioso e vitale…Manca tuo figlio e ti senti una piccola goccia che si asciuga nel deserto della vita”.
