"La lingua fra scienza e storia": doppia lectio magistralis di Sabatini a studenti e docenti
Tappa vibonese per il presidente onorario dell'Accademia della Crusca nei locali del liceo artistico "Colao" e del liceo classico "Morelli". Prima le lezioni agli studenti, poi il corso d'aggiornamento per i docenti.
Il Prof. Francesco Sabatini, linguista, filologo, lessicografo, professore di storia della lingua italiana e presidente onorario dell’Accademia della Crusca, ha incontrato gli studenti dell’I.I.S. “MORELLI-COLAO” di Vibo Valentia. Una nutrita platea di alunni ha avuto il piacere di ascoltare il prestigioso ospite nelle mattine del 18 e del 19 gennaio. Gli allievi delle due scuole si sono intrattenuti col prof. Sabatini per parlare di storia della lingua, di linguistica e di grammatica valenziale.
Doppia lectio magistralis. Nei due pomeriggi delle stesse giornate il Liceo artistico “Colao” ha ospitato il corso di aggiornamento/formazione per gli insegnanti sul tema Lingua italiana: un panorama di scienze e di storia. Il prof. Sabatini ha tenuto due lezioni ricche e appassionate illustrando il percorso da seguire per un corretto insegnamento / apprendimento della grammatica e della lingua italiana. Al termine dei due pomeriggi di studio è stato consegnato ai 120 docenti iscritti un attestato di partecipazione a cura della casa editrice Loescher. L’incontro con l’illustre professore è stato il frutto della collaborazione fra l’istituzione scolastica IIS Morelli- Colao e la casa editrice. Il corso è stato coordinato dalla professoressa Chiara Marasco, docente di lettere del Liceo artistico ed è stato realizzato con la collaborazione del prof. Giancarlo Staropoli e degli entusiasti alunni della scuola. Il Dirigente scolastico, ingegnere Raffaele Suppa, ha mostrato ancora una volta una rara sensibilità appoggiando un’attività linguistico-letteraria che ha valorizzato culturalmente non solo la scuola, ma l’intera città.
Lingua è anche scienza. Il Professore Sabatini ha evidenziato l’aspetto più “scientifico” della lingua italiana. Da Broca a Wernicke, l’illustre studioso ha aperto le sue lezioni con un sintesi sull’evoluzione delle teorie della neurolinguistica, spiegando, ad esempio, come i nomi degli oggetti numerabili siano per così dire “depositati” nelle zone del cervello, in cui risiede il controllo delle mani. Una lezione che, tramite i riferimenti alla neurologia, all’anatomia e alla chimica, ha rivelato la profonda origine del linguaggio e ne ha sottolineato l’importanza, ricorrendo allo studio del cervello: la conclusione è che il professore d’italiano è un professore di cervello e che ha più di tutti una grande responsabilità, quella di formare linguisticamente gli studenti, agendo sulle loro facoltà cognitive-linguistiche. Solo il pieno possesso della lingua italiana permetterà loro di raggiungere di leggere non solo correttamente un testo letterario, ma qualsiasi testo anche scientifico.
Il processo di apprendimento. Alla base di tutto il sapere c’è la potenza del linguaggio verbale, la lingua, che già all’età di quattro anni è acquisita correttamente, a livello uditivo, dall’essere umano. A scuola il processo di apprendimento si completa attraverso la traduzione dei suoni in grafemi. Solo a partire dal primo anno della scuola secondaria di primo grado, gli alunni dovranno essere accompagnati nel processo di acquisizione completa della lingua madre. Il problema è che l’educazione linguistica necessita da parte degli insegnanti di una riflessione: i vecchi manuali di grammatica sono desueti e spesso sterili, impediscono un apprendimento logico che abitui a strutturare il pensiero. Il professore Sabatini ha invece spiegato ai docenti come la grammatica valenziale (a cui si ispirano i suoi studi e il suo recente manuale per le scuole, Sistema e testo, dalla grammatica valenziale all’esperienza dei testi) traduca in immagini la grammatica naturale che ognuno ha dentro di noi e ci permetta di analizzare linguisticamente ogni testo attraverso una metafora chimica, quella della valenza.
Grammatica valenziale. La valenza del verbo è la proprietà che esso ha, in base al proprio significato, di chiamare a sé un dato numero di argomenti necessari e sufficienti per costruire un nucleo della frase. A seconda il numero di argomenti, i verbi vengono classificati in zerovalenti (0argomenti), monovalenti (1), bivalenti (2), trivalenti(2), tetravalenti (4). Con eleganza e saggezza, il professore ha consentito a docenti e discenti di allontanare per sempre il vecchio fantasma di una disciplina temuta e odiata per il suo carattere mnemonico per lasciare spazio all’immagine allegorica più bella, quella di una donna splendidamente vestita e ornata di fiori, così come possiamo ammirarla nel bellissimo dipinto di Botticelli, quella donna al centro del quadro per tanti secoli erroneamente creduta immagine della primavera e che invece altri non è che la Grammatica.
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