Il peggio è passato, ma il segno lasciato da quella notte di Capodanno resterà indelebile nella memoria di un’intera comunità. Francesca, la ventenne brutalmente aggredita nei pressi di un locale nella "Città di Gioacchino", è stata finalmente dimessa dall'ospedale Annunziata di Cosenza ed è tornata tra le braccia dei suoi genitori. Una storia che ha rischiato di trasformarsi nell'ennesimo femminicidio e che si è conclusa con un miracolo grazie al coraggio di due passanti.

«Mia figlia sta bene, ringrazio il Signore. Ma il mio grazie più grande va a quei due ragazzi che sono intervenuti in sua difesa». Con queste parole Giovanni, il padre della giovane, ha affidato ai social il suo sollievo, trasformando il dolore in un pubblico riconoscimento per chi non si è voltato dall'altra parte. Un messaggio che si chiude con un appello fondamentale: «Non bisogna aver paura di parlare», un invito rivolto a tutte le vittime di violenza affinché rompano il muro del silenzio prima che sia troppo tardi.

La tragedia è stata sfiorata per pochi istanti. L'ex fidanzato della ragazza l'ha sorpresa all'uscita di un locale, colpendola con cinque fendenti che hanno raggiunto il volto e la gola. In preda al panico e ferita, Francesca è riuscita a chiedere aiuto, attirando l'attenzione di due giovani che si trovavano ancora all'interno dell'esercizio. Il loro intervento immediato ha messo in fuga l'aggressore, evitando che la furia dell'uomo potesse rivelarsi fatale.

La risposta dello Stato è stata tempestiva: i Carabinieri hanno setacciato la città per tutta la notte, intercettando e fermando il coetaneo lungo una delle arterie principali. L'uomo si trova ora nel carcere di Cosenza. Dopo le prime cure prestate dal 118 sul posto, il trasferimento a Cosenza ha permesso di stabilizzare le ferite, fortunatamente non letali.