La guerra all'interno del Partito democratico vibonese si arricchisce di un nuovo capitolo con la fronda interna anti Insardà che ritorna all'attacco e lo fa questa volta con una feroce critica al segretario provinciale.

"L’altro ieri - si legge in una nota - in un’esclusiva intervista rilasciata al giornale “Il Tirreno” e ripresa da “La Stampa”, il nostro segretario Enrico Letta ha tracciato nuove linee che inevitabilmente saranno destinare a cambiare volto al nostro partito. Egli delinea i punti fondamentali di azione le cui strategie esaltano i giovani ma con un patto di solidarietà verso gli anziani, pone un freno al maschilismo con conseguente riequilibrio delle cariche interne e prevede la creazione di lavoro, di opportunità, un piano che guardi insomma alle esigenze reali del paese, e tutto ciò dovrà avvenire attraverso un reale cambiamento del partito che parta dal basso, che sia più orizzontale, meno verticista e che ascolti la base".

A riguardo di ciò, "nei giorni scorsi la stragrande maggioranza dei circoli del Vibonese tramite un documento indirizzato ai vertici provinciali ha manifestato la propria insofferenza rispetto al mancato, ormai da anni, coinvolgimento nella discussione politica, chiedendo altresì di sospendere l’assemblea prevista in data odierna. Incontro che il segretario Vincenzo Insardà, non curante della richiesta dei militanti e certamente con l’avallo del commissario regionale Stefano Graziano ha preferito confermare, e nascondere la testa sotto la sabbia come gli struzzi, come è da sempre abituato a fare d’altronde. I due - Graziano e Insardà - facce della stessa medaglia, pensano di essere i padroni del partito e di poter operare l’esclusione delle espressioni del dissenso, non avendo compreso sicuramente il nuovo corso delineato dal segretario".

E ancora: "Sarebbe giusto far notare al poco attento duo che, mentre De Magistris procede spedito nella campagna elettorale sottraendo consenso e candidati da sempre vicini al centro sinistra, in ultimo con l’annuncio di un’autorevole candidatura vibonese, noi grazie a tali condotte, procediamo in maniera divisa apparendo litigiosi agli occhi del corpo elettorale, e quindi meno attrattivi. Riteniamo opportuno riportare il pensiero di Enrico Letta rilasciato nella predetta intervista rispetto a commissari e commissariamenti: “Ho trovato un partito dalle porte chiuse, con troppi dirigenti che volevano meno gente ma con più posti da dividere. Ho trovato un partito con molti sedi commissariate; Il commissariamento è sinonimo di malattia, bisogna guarire”". Poi l'affondo al commissario regionale: "Chiediamo con forza che il partito venga liberato da Stefano Graziano, la cui permanenza in Calabria è legata solo ed esclusivamente al soddisfacimento di interessi politici personali futuri, ritenuto il mancato raggiungimento dei medesimi in casa propria, con riferimento alle elezioni regionali campane dove lo stesso non è stato eletto in consiglio regionale. Se necessario e se non verremo ascoltati, da qui in avanti, in maniera civile, faremo arrivare al nostro Segretario la voce di donne, giovani, sindaci, amministratori e militanti, con l’amore e la passione che da sempre animano la nostra azione". E la guerra continua....

Il documento è firmato dai componenti dell'assemblea provinciale del Pd di Vibo:
Seva Lina
Garisto Francesco
Signoretta Caterina
Licastro Domenico
Franzè Maria Rosaria
Zagari Pasquale
Rizzo Anna Maria
Romeo Francesca
Purita Elisabetta
Gentile Vincenzo
Fiamingo Maria Luisa
Gaudioso Federica
Giuliano Raffaella
Campanaro Paolo