Chiusa l'inchiesta sul ferimento della giovane raggiunta da colpi di fucile mentre lavorava in un bar della cittadina tirrenica. Con il fratello di Marisa, ci sono altri due indagati

Avrebbe voluto che la sorella interrompesse una relazione sentimentale. Per questa ragione era arrivato persino a spararle. Adesso, chiusa l'inchiesta, rischia il processo Demetrio Putortì, 24 anni di Nicotera, centro della costa tirrenica vibonese. E con lui ci sono altri due indagati. Si tratta dello zio Giulio Putortì, 41 anni, accusato di aver aiutato il nipote ad eludere l'attività investigativa -come scrive stamane il Quotidiano del Sud - e di un amico, Giuseppe De Certo, di 24 anni, che avrebbe negato qualsiasi dato utile agli investigatori per meglio ricostruire i fatti oggetto dell'indagine.

Tentato omicidio, detenzione e occultamento di un fucile sono invece le accuse di cui deve rispondere Demetrio Putortì che nei giorni scorsi ha presentato un'istanza di scarcerazione alla Cassazione che l'ha rinviata al Tribunale della libertà di Catanzaro. La ragazza - è bene rammentarlo - venne colpita mentre serviva ai tavoli del bar Bombo, in pieno centro a Nicotera. Per fortuna i proiettili la raggiunsero solo alle gambe,  non lontano dalla delicatissima arteria femorale. Marisa, 22 anni, dal suo letto d'ospedale aveva tuttavia perdonato in qualche modo il suo congiunto: "E' pur sempre mio fratello"- aveva detto. Già, un fratello maggiore che il 20 agosto scorso non ha esitato a sparare per la gelosia a quella sorella che avrebbe tanto voluto tutelare dopo la morte del padre.