"Guerra" tra dirigenti scolastici a Vibo, Scalamandrè: "Alunni del Capialbi ospiti non graditi"
Guerra aperta tra dirigenti scolastici. Non si è fatta attendere la replica del preside del Liceo Capialbi Antonello Scalamandrè alla collega del Liceo Scientifico Berto, Caterina Calabrese, in relazione alla carenza di aule e ad altre scottanti questioni.
"Farneticava... Così, alla stregua della nota novella pirandelliana, continua il teatro dell’assurdo della scuola vibonese che pare trovare soluzioni a giorni alterni. Fasi di accordi apparenti si alternano a impennate da parte di chi, avendo ottenuto il suo bel traguardo, ovvero la certezza di una sede adattata per la propria utenza, si arroga il diritto di sindacare l’operato altrui e si permette di blaterare sul legittimo operato di chi si prodiga per trovare una sistemazione migliore e più consona per i propri studenti ai quali, al pari di altri, deve essere garantito il diritto allo studio in strutture e ambienti adeguati".
Fatta questa premessa, parte l'affondo: "La dirigente calabrese, a cui era stato offerto non il B/11, ma l’intera struttura dell’Itg, sapeva bene delle trattative portate avanti dai tecnici della Provincia quando si paventava l’ipotesi di un eventuale spostamento di una parte dello scientifico dall’altra parte della città ed era opinione comune che lo scientifico non si sarebbe spostato e che alla fine la Provincia avrebbe trovato l’accordo con il costruttore perché il "Berto" non si dovesse spostare. “Vox populi, vox Dei”, l’accordo si è così puntualmente concretato con un notevole esborso annuo da parte dell’Ente Locale".
Il Liceo Capialbi ha ben cinque indirizzi, "vanto e fiore all’occhiello di tutta la provincia vibonese, e il B/11 non potrebbe contenere da solo l’esubero di ben 800 studenti (con aule e laboratori, come quelli di Palazzo Nicoletta, lasciati dalla Provincia per evitare spreco di risorse pubbliche in presenza di un Ite semi vuoto, al limite dell’utenza necessaria per mantenere l’autonomia) e pertanto sarebbe necessario reperire altri spazi per la completa collocazione delle classi. In quante sedi dovrebbe essere allocato il Liceo Capialbi secondo la dirigente Calabrese? Lei non lo dice, ma lascia intendere che non sia una cosa importante. Non è facile trovare motivazioni alle esternazioni della dirigente del Berto, lei ha ottenuto ciò che voleva ed ora ritiene che qualunque soluzione possa andar bene per il Capialbi?".
E ancora: "La Calabrese chiude le porte ... le porte, cara dirigente, si chiudono in casa propria, ma gli spazi destinati a uso scolastico per le scuole secondarie di secondo grado (anche quelli del Berto) sono di proprietà della Provincia, non dei dirigenti scolastici. La Provincia è l’unica proprietaria della struttura sita in piazza Martiri di Ungheria, meglio nota come piazza Municipio, in cui è allocato l’Istituto Tecnico Economico che annovera circa 335 studenti, distribuiti in 18 classi (con una media di 18 alunni per classe) allocati in una struttura che potrebbe contenerne oltre mille. Questa è la vera vergogna, questa è la presunta superiorità di chi si arroga meriti o sedi che non gli appartengono ma sono stati loro concessi soltanto in uso. La dirigente Calabrese non si spiega come mai il Liceo Capialbi, (che aumenta in alunni per l’anno scolastico 2020/2021, come succede ininterrottamente da almeno cinque anni) con sole tre classi in più rispetto all'anno precedente, ne richieda venti. Già nel corrente anno scolastico, in tempi pre-covid, il Capialbi disponeva di altri spazi per i propri studenti, spazi, 7 aule presso lo Scientifico e altre 10 all'interno dell’Ite, come da provvedimento firmato dal presidente della Provincia di Vibo Valentia. I dirigenti Calabrese e Modesti, che hanno sempre considerato ospiti non graditi gli alunni del Capialbi, si sono premurati di ridurre il numero di aule assegnate dalla Provincia al Capialbi che, nei fatti, sono state n.6 allo Scientifico e n.8 all’Ite, lasciando tre classi a girovagare nella nostra sede centrale tra laboratori, palestra e aula magna, non potendo disporre di aule in cui poter essere allocate stabilmente. La cooperazione e la condivisione sembrano traguardi troppo elevati per un territorio come quello vibonese, anche tra alcune figure apicali che dovrebbero, invece, garantire la formazione e la cultura".
La nota continua così: "Piuttosto che arroccarsi sui propri egoismi, su rivendicazioni di infondati e illegittimi diritti di proprietà, sarebbe auspicabile aprire la mente a nuove forme di collaborazione, al gioco di squadra, a sinergie costruttive, strumenti funzionali agli studenti e a tutta la comunità scolastica. Fino a quando non si riuscirà a svincolarsi da una mentalità gretta e utilitaristica, la nostra terra di Calabria resterà terra di briganti, di frontiera, di particolarismi, di orticelli e di compari. Non possono esserci né ospiti né tantomeno nemici nella comunità scolastica, ma solo teste pensanti e agenti per il bene comune in un territorio che ne ha davvero tanto ma tanto bisogno".
Poi l'appello al presidente della Provincia Solano: "Riteniamo che la Scuola di secondo grado è del popolo della Provincia e che Lei, pur nell’ottica del risparmio in termini di locazioni così come fatto e preteso con il Capialbi, debba preoccuparsi di creare i presupposti per un ottimale funzionamento di tutte le scuole. Pertanto, considerate prioritariamente l’evidente disponibilità di aule nella sede dell’Ite, e le condizioni di legittimità, di risparmio e di funzionamento, si fa appello alle sue rinomate oculatezza e capacità organizzativa per far sì che una cospicua parte degli studenti del liceo Capialbi possa beneficiare di un’unica sede vicina a quella centrale. Si fa in un attimo ... Ora che il treno ha fischiato …".
