Vertice alla Cittadella sul fallimento della Soakro. L'invito dell'assessore regionale ai Comuni crotonesi: "Consorziatevi per garantire un migliore servizio idrico ai cittadini"

Entro ottobre il Consiglio regionale dovrà legiferare istituendo l’autorità idrica, una società unica a cui affidare la gestione del servizio idrico in Calabria, ma fino ad allora la situazione resta calda nella provincia di Crotone. Dopo il fallimento della Soakro si tenta di rimettere assieme i cocci per garantire da un lato i livelli occupazionali e dall’altro per traghettare i 27 comuni della provincia di Crotone nella costituenda autorità idrica regionale.

Il precedente. Sotto il peso di 40 milioni di euro di debiti la Soakro, società che gestiva il servizio idrico nella provincia di Crotone, è stata dichiarata fallita. Su richiesta del presidente della partecipata e di Sorical, il Tribunale la scorsa settimana ha dichiarato il fallimento di Soakro per impossibilità economica di garantire una minima attività di manutenzione e conduzione di reti e impianti.

Il vertice. 109 posti di lavoro volatilizzati oltre al problema di continuare a garantire il servizio idrico sul territorio sono gli argomenti al centro del vertice che si è tenuto questa mattina nella cittadella regionale tra l’assessore regionale all’Ambiente, Antonella Rizzo, e i sindaci dei comuni del comprensorio crotonese. L’ipotesi al vaglio è la costituzione di un consorzio di comuni che provveda temporaneamente alla gestione del servizio idrico in quell’area in attesa che il Consiglio regionale istituisca l’autorità unica.

Il nodo. Il consorzio nasce però fragile sia dal punto di vista numerico che economico. Solo 10 finora i comuni del crotonese aderenti, circostanza che impedirebbe sia il riassorbimento dell’intero bacino di lavoratori che la creazione di un ente dai piedi solidi sotto il profilo finanziario. Si sta quindi ragionando sulla possibilità d’intervento di due enti strumentali regionali per andare in soccorso del costituendo consorzio: Fincalabra e Calabria Lavoro. Il primo potrebbe in un primo tempo garantire congrue risorse utili alla fase di start up del nuovo ente mentre a Calabria Lavoro spetterebbe il compito di attutire temporaneamente gli effetti della disoccupazione riassorbendo il personale in esubero.

L'autorità idrica regionale. E’ l’assessore regionale all’Ambiente, Antonella Rizzo, a tracciare la dead line a margine del vertice fiume avuto nella sede regionale: “Questo è il percorso da seguire in questi dieci mesi – ha spiegato - fino a quando non sarà istituita l’autorità idrica regionale. La nostra intenzione è quella di individuare in una rinnovata Sorical, interamente pubblica, l’ente gestore unico capace di assorbire le forze lavoro di società come Soakro che hanno acquisito nel tempo il know how necessario”.